Processo Regeni, 007 egiziani condannati a 10 anni

ROMA – La Corte d’Assise di Roma ha condannato tre 007 egiziani accusati di avere sequestrato, torturato e ucciso Giulio Regeni al Cairo nel 2016. Il quarto agente dei servizi segreti imputato è stato assolto.

Gli agenti della National Security egiziana sono stati condannati. Ma non tutti e non per tutte le accuse e non per l’omicidio: solo per il sequestro. La giuria popolare della corte d’Assise di Roma è entrata nell’aula dedicata al magistrato vittima di terrorismo, Vittorio Occorsio poco dopo le 18.10, il giudice Paola Roja ha letto la sentenza visti gli articoli 533 e 535 del codice di procedura penale condanna Uhsam Helmi, colonnello, alla pena di 10 anni di carcere. Poi Athar Kamel Mohamed Ibrahim, colonnello: 10 anni. E Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, il maggiore: 10 anni.

Tariq Sabir, generale di polizia, al vertice del dipartimento incaricato di monitorare i sindacati indipendenti, invece, è stato assolto.

La condanna prevede anche delle pene accessorie come l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. E poi i risarcimenti. I tre, solo come provvisionale, dovranno versare 200mila euro ai genitori di Giulio Regeni, 100 mila alla sorella. E 150 mila euro al governo italiano. Che dunque oltre al capitolo della cattura e dell’estradizione dovrà anche aprire la partita dei risarcimenti.

Ai giornalisti, uscendo da un’aula gremita, i genitori di Giulio Regeni dicono soltanto: “Siamo soddisfatti”. Per loro parlerà l’avvocata Alessandra Ballerini, leggendo un documento. Al. Rin.

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