Corteo a Trieste, sindaco Dipiazza “gli sparo in testa”. Opposizioni “si dimetta”

TRIESTE – La dichiarazione del sindaco Roberto Dipiazza riportata in un’intervista dove gli veniva chiesto un commento sugli scontri, avvenuti in città dopo la morte di due giovani a Porto Vecchio, nei quali sono rimasti feriti in modo lieve tre agenti riporta Trieste agli onori delle cronache ancora una volta in modo negativo.

“La Costituzione prevede il diritto a manifestare, ma le manifestazioni devono essere pacifiche, se questi continuano a usare la violenza allora ci comporteremo di conseguenza: non possono pensare di occupare casa mia e se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa”. Le parole sono del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, riportate oggi dal quotidiano «Il Piccolo», riferite agli scontri avvenuti alla manifestazione di venerdì scorso, organizzata per i due giovani morti in un incendio a Porto Vecchio.

La dichiarazione del primo cittadino di centrodestra – si voterà per il rinnovo della giunta nel 2027 – ha sollevato immediatamente un’ondata di reazioni durissime da parte delle opposizioni.

Tra le prime a commentarla, la deputata dem Debora Serracchiani: «A Trieste c’è un sindaco che istiga a “sparare in testa” e tanto basta per chiedergli di fare un passo indietro. È gravissimo che un’istituzione evochi l’esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza. Un sindaco quando dice ‘io’ dà l’esempio ai suoi cittadini, e non vorremmo mai che qualcuno gli desse ascolto».

Il leader di Azione, Carlo Calenda, sui social chiede che il sindaco «ritiri queste parole ridicole e insieme gravissime o si dimetta. Le istituzioni non possono in nessun caso evocare uccisioni».

E Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera, aggiunge: «È incredibile che il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza abbia davvero usato quelle parole. Se ne è pentito? Probabilmente no, ma deve scusarsi con tutta la comunità triestina che non merita di avere il più alto rappresentante così fuori controllo fino a fomentare violenza».

Sugli agenti feriti negli scontri – dimessi subito in serata con prognosi di pochi giorni – era intervenuto nella giornata di sabato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp condannando l’accaduto sul quale sono ancora in corso indagini.

Alla manifestazione avevano preso parte centinaia di cittadini in modo pacifico.

Un gruppetto di manifestanti, fra cordoni di polizia in assetto antiguerriglia, staccandosi dal corteo avevano manifestato contro gli agenti. Al. Rin.

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