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martedì , 17 Febbraio 2026

Donate a Museo postale Mitteleuropa lettere territorio libero 1947-1950

TRIESTE – Il figlio di un cittadino britannico che ha prestato servizio a Trieste dal 1947 al 1950, una donazione al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa, e una serie di lettere e francobolli che portano con sé una storia profondamente intrecciata con la nostra città e il suo dopoguerra. Sono questi gli ingredienti di una storia che attraversa oceani, continenti e vite.

Nato a Trieste, di cui conserva un ricordo bellissimo, il signor Philip Coltart, adesso vive in Francia, a Issigeac, in Nuova Aquitania, e ha voluto inviare i preziosi ricordi del papà, morto nel 1984, per farli rivivere e mostrarli a chi vuole conoscere attraverso i francobolli e le vecchie lettere, un periodo cruciale segnato dalla presenza a Trieste delle forze alleate, centro di un delicato equilibrio politico e diplomatico internazionale.

L’esperienza del padre, inserita nel contesto dell’Amministrazione anglo-americana della cosiddetta Zona A, ha lasciato un’impronta duratura nella narrazione della storia di famiglia, che continua a conservare un legame profondo con Trieste, ancora una volta e dopo oltre 70 anni, percepita come città di confine, crocevia di culture, lingue e identità.

Ci è stata scritta una lettera in cui si ripercorrono le tappe del lavoro di un ufficiale dell’Esercito inglese e ci è stato affidato il materiale, conservato per decenni e venuto alla luce a seguito della morte della mamma di Philip, che comprende corrispondenza ufficiale e documenti filatelici risalenti al periodo tra il 1947 e il 1950. Si tratta di testimonianze dirette della vita quotidiana e del sistema postale di quegli anni. Le lettere raccontano un periodo cruciale, e diventano importante fonte storica nella narrazione del collezionismo filatelico.

La decisione di inviare una raccomandata al Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa con dentro i cimeli, è nata dalla volontà di restituire alla città ciò che ne racconta la storia, affinché questi documenti non rimanessero in un cassetto ma venissero studiali, e condivisi con il pubblico.

Un piccolo archivio privato, che diventerà, dunque patrimonio collettivo, e verrà inserito nella sezione dedicata alla Posta Militare del nostro Museo.

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