TRIESTE – Il ritorno delle Province elettive in Friuli Venezia Giulia compie il primo passo formale. Con il via libera del Consiglio regionale al disegno di legge che ne disciplina istituzione e ordinamento, si apre ora la fase più delicata: definire competenze, funzioni e tempi del trasferimento dei poteri ai nuovi enti di area vasta.
«Abbiamo compiuto il primo e fondamentale passo di questo percorso. Ora ci aspetta una sfida altrettanto importante: dare ulteriori funzioni e contenuti a questi enti», ha commentato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, al termine dell’approvazione del provvedimento.
Secondo l’assessore, la riforma rappresenta il superamento di un sistema che aveva mostrato evidenti criticità. «Abbiamo ereditato una situazione fallimentare sotto il profilo amministrativo, dei servizi ai cittadini e del dialogo interistituzionale. Per porre rimedio abbiamo costituito gli Edr e oggi proseguiamo questo percorso per restituire la parola agli elettori, che torneranno a incidere direttamente sulle scelte di governo del territorio».
La legge approvata non conclude dunque il percorso, ma ne inaugura una nuova fase. Il prossimo obiettivo sarà stabilire quali competenze, oggi esercitate dalla Regione, saranno progressivamente affidate alle Province. «Vogliamo restituire funzioni agli enti di area vasta, avvicinare le decisioni alle comunità locali e consentire alla Regione di concentrarsi sul proprio ruolo di programmazione e legislazione, lasciando la gestione amministrativa a un livello più vicino ai territori», ha spiegato Roberti.
I prossimi passaggi prevedono l’istituzione di una cabina di regia incaricata di individuare le funzioni da trasferire ai nuovi enti. Successivamente saranno predisposte le prime leggi di settore, che la Regione punta ad approvare già entro la fine dell’estate, per assegnare alle future Province competenze aggiuntive rispetto a quelle oggi svolte dagli Enti di decentramento regionale.
Per l’assessore non si tratta di un ritorno al passato. «Questa norma non è una riedizione del vecchio sistema, ma un passo avanti che punta a semplificare l’organizzazione amministrativa e a rendere più efficiente il sistema degli enti locali, con benefici concreti per cittadini e territori».
Il trasferimento delle funzioni avverrà comunque in modo graduale. Le prime competenze obbligatorie potrebbero essere assegnate entro la fine dell’anno, mentre per la piena operatività delle nuove Province servirà un periodo più lungo. «Sono scelte che richiedono responsabilità e attenzione – ha concluso Roberti –. Decisioni affrettate del passato, come l’abolizione delle Province, hanno prodotto disservizi e maggiori costi per la collettività, come rilevato dalla Corte dei conti. Per questo procederemo senza fretta: questa legge non è una bandiera elettorale, ma uno strumento per garantire servizi più efficienti ed efficaci ai cittadini».
