Carcere di Pordenone: Azione “no strumentalizzazioni, ma responsabilità”

 

PORDENONE – “La morte del giovane detenuto di 19 anni avvenuta ieri nel carcere di Pordenone è una disgrazia che lascia sgomenti. Di fronte a una tragedia così non è il momento di puntare il dito”.

Lo afferma Marco Salvador, segretario provinciale Pordenone di Azione, secondo cui “È invece doveroso riconoscere il lavoro degli agenti di Polizia penitenziaria, del personale sanitario e dei Vigili del fuoco, che sono intervenuti in una situazione estremamente complessa, mettendo in sicurezza la struttura e le persone presenti. Questa tragedia, però, arriva pochi giorni dopo la visita alla Casa circondariale organizzata da Nessuno Tocchi Caino e dalla Camera penale, durante la quale si è potuto vedere direttamente condizioni che destano preoccupazione: sovraffollamento, celle inadeguate, temperature elevate, carenza di spazi e difficoltà che riguardano tanto i detenuti quanto chi lavora all’interno dell’istituto”.

“Non possiamo dire oggi che esista un collegamento diretto tra queste condizioni e quanto accaduto ieri, e sarebbe sbagliato farlo senza conoscere tutti gli elementi. Ma non possiamo nemmeno ignorare una situazione che avevamo già segnalato prima di questa tragedia.

Per questo riteniamo che oggi servano prudenza, rispetto e responsabilità, senza strumentalizzazioni, ma anche senza voltarsi dall’altra parte rispetto alle condizioni in cui il carcere di Pordenone continua a operare”.

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