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venerdì , 19 Giugno 2026

Electrolux, corteo cittadino contro i licenziamenti. Interventi Basso e Tomasello

PORDENONE – Centinaia di operai della Electrolux con le loro famiglie hanno sfilato da Porcia a Pordenone in corteo partendo dai cancelli dello stabilimento di Porcia per difendere il posto di lavoro e protestare contro eventuali tagli ed esuberi.

La manifestazione è stata indetta dalle Segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di Pordenone.

Il corteo è stato aperto dallo striscione “#Electrolux non si spegne.Rsu Fim Fiom Uilm” di colore giallo, lo stesso di tante t-shirt indossate dai manifestanti, scelto per la protesta nell’ambito della vertenza Electrolux.

Tante le bandiere delle varie sigle sindacali che hsnno partecipato alla manifestazione e tanti gli striscioni, così come gli esponenti politici e associazioni di differenti categorie.

Il corteo ha raggiunto la Prefettura di Pordenone. Lo sciopero è stato confermato nonostante il congelamento per 50 giorni del piano di riorganizzazione. Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanti politici di molti partiti, consiglieri regionali, sindaci e assessori.

Il Sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha partecipato questa mattina al corteo delle lavoratrici e dei lavoratori Electrolux. Al termine della manifestazione è intervenuto esprimendo la vicinanza della città ai dipendenti e alle loro famiglie. Di seguito alcuni passaggi del suo discorso.

«Quando Electrolux è arrivata a Porcia, non ha trovato un terreno vuoto. Ha trovato una scuola industriale che Zanussi e questo territorio avevano costruito in settant’anni: i tecnici, gli operai specializzati, la ricerca, un nome che nel mondo significava qualità friulana. Quel patrimonio non era compreso nel prezzo del sito. Era, ed è, un debito di responsabilità verso chi lo ha generato. Un’impresa lungimirante restituisce al territorio la ricchezza che il territorio le ha consegnato».

«Si possono spostare le macchine in una notte. Non si sposta ciò che vale davvero: il sapere che passa da un operaio anziano a uno giovane, la mano che riconosce un difetto prima dello strumento. Quella competenza si costruisce in generazioni e si disperde in un trimestre. E quando si perde, non la ricompra nessun finanziamento. Per questo difendere Electrolux non significa difendere il passato: significa difendere la possibilità che questa terra continui a produrre, a innovare, a dare un mestiere ai nostri figli».

«Pordenone è qui oggi non per nostalgia, ma perché sa che il lavoro di domani nasce dalle competenze di ieri. Zanussi è stata la nostra storia. Non permetteremo che diventi soltanto un ricordo. Resteremo accanto a queste lavoratrici e a questi lavoratori finché non arriveranno risposte verificabili. Questa terra non si smonta».

“Il Pd è fisicamente e idealmente dentro il corteo di Electrolux, che sentiamo parte integrante della nostra storia sociale e della vita di un territorio e di persone che pretendono di essere rispettato. Non siamo una colonia da sfruttare e abbandonare e oggi lo ricordiamo con una voce fermissima. Siamo qui come sempre siamo stati, accanto ai nostri lavoratori, con la volontà di contribuire a superare la crisi, di salvare i posti di lavoro e rilanciare l’industria italiana. Serve a nulla dare colpe e sviare l’attenzione, stiamo sull’obiettivo e facciamo la nostra parte a tutti i livelli. Faccia la sua anche la presidente Meloni, come è dovere di chi governa”. Lo ha detto il segretario del Pd provinciale di Pordenone Fausto Tomasello, oggi con una delegazione del partito alla manifestazione sulla vertenza Electrolux indetta dalle Segreterie provinciali delle organizzazioni sindacali.

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