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venerdì , 26 Giugno 2026

Agrusti: «Il futuro non appartiene all’IA, ma alle persone che sapranno governarla»

SAN VITO AL T. – «La trasformazione della Pubblica amministrazione non coincide con la semplice introduzione dell’intelligenza artificiale o di nuove tecnologie digitali: riguarda prima di tutto il modo in cui organizziamo il lavoro, sviluppiamo le competenze e ripensiamo i processi.

Possiamo disporre degli strumenti più avanzati, ma senza persone in grado di comprenderli, governarli e interpretarli, il loro potenziale rischia di rimanere inutilizzato»: Con queste parole Michelangelo Agrusti, presidente diConfindustria Alto Adriatico e di LEF, ha affidato le conclusioni del forum“Servizi in evoluzione. Sfide, traiettorie e opportunità oltre il PNRR e l’intelligenza artificiale” la sintesi di una giornata dedicata all’evoluzione della Pubblica amministrazione e dei servizi pubblici.  «Quando entro in LEF, al Polo Tecnologico o negli ITS – ha detto inoltre – vedo una generazione che troppo spesso viene raccontata nel modo sbagliato. I nostri giovani sono straordinari, hanno curiosità, talento e una naturale familiarità con il digitale. Non dobbiamo limitarci a dire che il futuro appartiene a loro: al futuro ci penseranno da soli. Il nostro compito è dare loro gli strumenti per essere protagonisti del cambiamento, metterli nelle condizioni di assumersi responsabilità e, se necessario, di fare meglio di noi. È così che si costruisce una Pubblica amministrazione e un Paese capaci di rinnovarsi davvero», ha aggiunto Agrusti, indicando nel capitale umano la vera leva della trasformazione.

Una visione condivisa da Marco Olivotto, DG della LEF, che ha collocato il forum nel percorso evolutivo dell’azienda digitale modello, giunta al 15° anno di attività: nata per accompagnare la trasformazione delle imprese manifatturiere, l’azienda digitale modello ha progressivamente esteso il proprio raggio d’azione alle amministrazioni pubbliche, alle aziende sanitarie, ai gestori di servizi essenziali e alle organizzazioni chiamate a confrontarsi con cambiamenti demografici, tecnologici e sociali sempre più rapidi. L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma il suo valore dipende dalla capacità di ripensare processi, modelli operativi e criteri di misurazione, affinché l’innovazione produca benefici concreti. È questo il filo conduttore che ha unito gli interventi dei relatori, accomunati dall’idea che la digitalizzazione non possa limitarsi all’introduzione di nuovi strumenti, ma debba essere preceduta da una revisione delle modalità di lavoro.
Mattia Tirelli, assessore del Comune di Pordenone con delega all’Innovazione e alla digitalizzazione, ha illustrato il percorso avviato dall’amministrazione comunale, che dopo avere sperimentato interventi di efficientamento in diversi ambiti – dalle manutenzioni degli edifici scolastici alla gestione degli eventi e delle segnalazioni online – sta ora lavorando con LEF sulla revisione dei processi che riguardano i servizi sociali, in particolare i percorsi dedicati alla disabilità e all’assistenza domiciliare. Una scelta che parte dall’analisi e dalla semplificazione dell’organizzazione per arrivare soltanto successivamente alla digitalizzazione, creando così le condizioni per servizi più efficaci e sostenibili.
Lo stesso approccio caratterizza l’esperienza illustrata da Nicola De Bortoli, responsabile della Divisione Operativa Depurazione di CAFC S.p.A., che ha raccontato come anche un gestore del servizio idrico integrato debba oggi confrontarsi con trasformazioni demografiche, climatiche e tecnologiche sempre più profonde. L’adozione di metodologie di foresight strategico, gli investimenti nella formazione continua, la valorizzazione dei giovani e la digitalizzazione dei processi rappresentano strumenti indispensabili per costruire un modello di servizio pubblico capace di anticipare il cambiamento anziché subirlo.
Il tema delle competenze è stato ripreso da Barbara Comini, direttore generale dell’ITS Academy Alto Adriatico, che ha sottolineato come il successo delle transizioni digitale, ecologica e sociale dipenda soprattutto dalle persone chiamate a governarle. In questa prospettiva, gli ITS Academy rappresentano un’infrastruttura strategica per formare le professionalità richieste dai nuovi modelli organizzativi e accompagnare territori e istituzioni lungo percorsi di innovazione duraturi.
Un contributo particolarmente significativo è arrivato da Elena Viero, manager della Divisione Pubblica Amministrazione Digitale, Servizi e Sistemi di Insiel, che ha illustrato i risultati del progetto EDIH-PAI: oltre 1.200 attività realizzate e più di 400 pubbliche amministrazioni e imprese coinvolte dimostrano come tecnologia, formazione, accompagnamento organizzativo e sperimentazione, quando procedono insieme, possano generare benefici concreti sia per gli enti sia per i cittadini.
A conferma dell’importanza delle reti territoriali dell’innovazione, Alessandro Marrocu, manager dell’Unità Trasferimento Tecnologico e Tutela della Proprietà Intellettuale di Sardegna Ricerche, ha presentato il percorso di realizzazione del futuro Centro di Competenze Industria 4.0 della Sardegna, sviluppato in collaborazione con LEF. Un progetto che punta a costruire un’infrastruttura stabile di competenze e servizi capace di accompagnare imprese e Pubblica amministrazione nei processi di trasformazione digitale.
Il forum ha inoltre aperto una riflessione sull’evoluzione dei servizi sanitari e sociosanitari, attraverso i contributi diFrancesca Tosolini, direttore generale dell’IRCCS Burlo Garofalo, Paolo Locatelli, responsabile scientifico dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, e Fabio Di Lenardo, direttore generale dell’Azienda di Servizi alla Persona di Spilimbergo. I loro interventi hanno anticipato alcuni dei temi che saranno approfonditi nel secondo comunicato dedicato alla sanità e ai servizi alla persona: dall’organizzazione dei percorsi assistenziali alla digitalizzazione dei processi clinici, fino all’utilizzo delle nuove tecnologie per migliorare qualità, sostenibilità e continuità delle cure

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