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venerdì , 22 Maggio 2026

Electrolux, il Nord Est fa muro: “Ritirare il piano e investire in Italia”

PORCIA – Dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, il fronte è compatto contro il piano di riorganizzazione di Electrolux. A pochi giorni dal tavolo al Mimit, territori, sindacati e istituzioni chiedono all’azienda di fare marcia indietro su tagli ed esuberi, rilanciando invece investimenti e innovazione.

A Porcia, simbolo storico della Zanussi, oltre cento persone tra sindaci, lavoratori e rappresentanti sindacali si sono ritrovate nella sala dedicata a Lino Zanussi per ribadire il no a un progetto che viene considerato l’inizio di un “progressivo disimpegno dall’Italia”.

Netta la posizione del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani: “Chiediamo che questo piano venga ritirato e solo dopo si potrà aprire una discussione”. Al ministro è stato consegnato un documento unitario firmato dai sindaci del Pordenonese, dalle segreterie sindacali e dalle rsu dello stabilimento.

Sulla stessa linea anche il Veneto. Il presidente regionale Alberto Stefani ha definito “inaccettabile” la proposta dell’azienda: “Serve un nuovo piano industriale senza licenziamenti, basato su investimenti concreti, innovazione e prodotti di alta gamma”.

Il confronto richiama inevitabilmente il 2014, quando lo stabilimento di Porcia evitò la chiusura. Ma oggi, avverte l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, “la crisi è diversa e la battaglia deve diventare nazionale ed europea”.

Nel documento consegnato al governo si chiede all’azienda di ritirare le ipotesi di chiusura e gli esuberi annunciati, aprendo “un confronto serio, puntuale e trasparente” sul futuro produttivo e occupazionale degli stabilimenti italiani.

Dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, fino ai Comuni che ospitano gli altri siti del gruppo, il messaggio resta lo stesso: difendere produzione e occupazione con una strategia industriale condivisa, senza arretramenti sul ruolo manifatturiero dell’Italia.

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