PORDENONE – Un silenzio composto, interrotto solo dalla musica, ha accolto nel pomeriggio del 24 gennaio l’ingresso del feretro nel Santuario della Madonna delle Grazie. Così la città ha dato l’ultimo saluto ad Alessandra Santin, critica d’arte tra le più autorevoli del Friuli-Venezia Giulia, scomparsa improvvisamente nella notte tra il 20 e il 21 gennaio a causa di un malore.
L’ultimo saluto nel Santuario della Madonna delle Grazie
Centinaia le persone presenti alle esequie, celebrate dal parroco don Giovanni Dorta: la chiesa gremita, molti fedeli in piedi lungo le navate, a testimoniare l’affetto e la stima che circondavano una figura capace di coniugare rigore intellettuale e grande discrezione. Accanto ai familiari – il marito Sergio Vriz, i figli Maria Chiara e Giovanni, i nipoti, le sorelle Giovanna, Romanina e Cristina e il fratello Alessandro – anche numerosi rappresentanti della vita pubblica e culturale pordenonese e regionale, tra cui il sindaco del capoluogo Alessandro Basso.
Il ricordo di una presenza gentile e rigorosa
All’arrivo del feretro, coperto di fiori bianchi, la chiesa si è raccolta in un silenzio assoluto. Un momento sospeso, che ha restituito il segno profondo lasciato da Alessandra Santin: una studiosa appassionata, una professionista stimata, una presenza gentile e generosa, sempre misurata nei toni e ferma nei contenuti.
Le parole dell’omelia: la fragilità del tempo
Nell’omelia, don Giovanni Dorta ha richiamato la fragilità della vita, “appesa a un filo”, sottolineando come la scomparsa improvvisa di Alessandra abbia aperto uno strappo doloroso nella comunità. Un invito, nel cuore del dolore, a non dare nulla per scontato e a vivere ogni istante come unico, custodendo il tempo e le relazioni con maggiore consapevolezza, alla luce dell’amore di Dio.
L’eredità culturale di Alessandra Santin
Al termine della cerimonia, il ricordo commosso dei figli e dell’amica Franca Benvenuti ha ripercorso il profilo umano e professionale di Alessandra Santin, capace di lasciare un segno profondo nel mondo dell’arte regionale. Una voce autorevole del Friuli-Venezia Giulia, che continuerà a vivere nel patrimonio culturale che ha contribuito a costruire e raccontare.
