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giovedì , 2 Aprile 2026

Inaugurazione Interporto Pordenone: infrastrutture e collaborazione per futuro logistico Nord-Est

PORDENONE – Una giornata dal forte valore simbolico e strategico quella vissuta a Pordenone in occasione dell’inaugurazione di cinque nuove opere all’interno dell’Interporto, nel cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Un evento che ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo logistico e ferroviario, mettendo al centro il ruolo dell’Interporto come polo intermodale di rilevanza regionale, nazionale ed europea.

Ad aprire gli interventi, dopo i saluti del presidente di Interporto Pordenone spa, Silvano Pascolo, è stato Sergio Bolzonello, che ha voluto ringraziare il consiglio di amministrazione, i soci – Camera di Commercio e Comune in primis – e tutto il personale. “Siamo in sette, ma rappresentiamo un polo logistico intermodale collocato in una zona privilegiata, nel comparto industriale più importante tra Veneto e Friuli”, ha sottolineato, ricordando i collegamenti strategici con l’autostrada, la rete ferroviaria e i porti di Trieste e Venezia, snodi fondamentali dei grandi corridoi europei.

L’Interporto si estende su un’area complessiva di 895 mila metri quadrati, di cui 158 mila già internalizzati. Sono attualmente in corso importanti lavori, tra cui l’allungamento dell’asta di manovra ferroviaria fino a 750 metri e il primo stralcio di nuove opere infrastrutturali, con un orizzonte temporale che guarda al 2027. Accanto all’asta di manovra è prevista un’area di espansione strategica destinata a supportare il terminal con nuovi magazzini, mentre sul fondo del terminal è in programma l’ampliamento del piazzale container.

Grande attenzione è stata riservata anche alla sostenibilità ambientale e all’integrazione con il territorio. È infatti in fase di realizzazione un corridoio ambientale che collegherà l’Interporto alla città, con pista ciclabile finanziata direttamente dalla società. All’interno del polo trovano spazio spedizionieri, il circuito doganale, il centro logistico e direzionale, la motorizzazione civile, officine, servizi e ulteriori aree di espansione.

Particolare rilievo assume la presenza di realtà strategiche come ARCS, l’Azienda regionale di coordinamento della Salute che ha qui il proprio magazzino dei farmaci, e da questo centro gestisce la distribuzione dei medicinali destinati alle aziende sanitarie e tutti gli ospedali della regione. Un esempio concreto di come la logistica sia ormai elemento chiave per la competitività del sistema produttivo.

Nel corso del 2026 è prevista la completa digitalizzazione dell’area interportuale grazie a fondi del MIT, risorse regionali e investimenti della società. “Digitalizzare il terminal significa aumentare la competitività e mettere in sicurezza un’area che oggi presenta alcune criticità”, ancora Bolzonello.

Il nuovo sistema consentirà di monitorare i flussi degli automezzi, garantendo trasparenza e sicurezza, con la centralizzazione dei dati presso il comando della polizia locale e l’utilizzo delle informazioni anche per progetti del Comune.

Uno dei passaggi chiave riguarda la costituzione di una newco pubblico-privata che avrà il compito di gestire il terminal e portarlo a pieno regime. In questo contesto è Bolzonello ha espresso un ringraziamento a InRail, partner fondamentale nella fase di transizione successiva alla chiusura del rapporto con Hupac. “Grazie a loro siamo riusciti a riaprire il terminal e a ridare servizio alle imprese del territorio”, è stato detto. “Il futuro del mondo ferroviario è fatto di collaborazioni”.

Martin Ausendorfer, Amministratore delegato di InRail ha sottolineato l’importanza della collaborazione nel settore ferroviario, evidenziando come la sinergia tra le realtà locali, in particolare con Pordenone, sia stata agevolata dall’accoglienza di Bolzonello e Agrusti.

“Abbiamo accettato questo impegno sulla fiducia avendo riconosciuto i vantaggi del territorio e delle partnership”. Per Ausendorfer “il futuro del mondo ferroviario è basato sulle collaborazioni” mentre il vantaggio competitivo della ferrovia rispetto al trasporto su gomma è intuibile: “28 autisti di camion oppure un macchinista di un treno?”. L’Ad di InRail ha suoicato che l’Italia sviluppi ulteriormente il suo potenziale, e il modello deve essere quello “del collegare e non del dividere, valorizzando la posizione strategica del Fvg rispetto alla Slovenia e all’Est Europa per migliorare l’interoperabilità ferroviaria verso est”.

Tra gli interventi più incisivi, quello di Michelangelo Agrusti, vicepresidente Cciaa Pordenone Udine, che ha definito la giornata “una grande giornata”, ricordando come l’Interporto possa ospitare in futuro anche attività di logistica militare. Ha inoltre sottolineato il legame strategico con il porto di Trieste: l’Interporto di Pordenone sarà parte integrante del retroporto triestino, mantenendo al tempo stesso collegamenti con Venezia e Genova. “Il collegamento tra Trieste e Pordenone è strategico e fondamentale”.

Non è mancato uno sguardo al contesto internazionale complesso. “In un tempo così difficile, con guerre ai confini di casa, manteniamo inalterato il nostro ottimismo”, ancora Agrusti. “Le guerre finiscono, e sono convinto che il mondo dopo sarà migliore”. Un ottimismo definito “della volontà”, accompagnato dalla consapevolezza del ruolo centrale della manifattura: “Siamo una grande realtà manifatturiera, la seconda potenza manifatturiera d’Europa e la settima del mondo. E lo vogliamo restare”.

Alessandro Basso, sindaco di Pordenone si è unito ai ringraziamenti evidenziando come “Pordenone sta vivendo un momento positivo, e il sistema Pordenone si espande oltre i confini regionali, realizzando concretamente una visione condivisa e moderna. La città si conferma come snodo strategico e motore di sviluppo, mirando a obiettivi elevati, degni di una capitale italiana della cultura. La governance locale e la partecipazione sono il riflesso del benessere del territorio. Ringrazio Sergio Bolzonello, l’assessore Diomede e la regione Friuli Venezia Giulia per il supporto.”

Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha dichiarato: “Inaugurare oggi rappresenta un raggio di luce in un contesto economico e internazionale complesso. Spero che questa crisi abbia breve durata, anche se al momento c’è grande preoccupazione per i suoi effetti sulla crescita del PIL e sull’inflazione.

Siamo al lavoro per scongiurare le conseguenze peggiori e abbiamo già risolto il problema delle aziende escluse dai crediti d’importa. Domani in Consiglio dei Ministri confermeremo il taglio delle accise, consapevoli che si tratta di interventi limitati rispetto alle difficoltà attuali. Non è facile governare in questo periodo, soprattutto per mantenere i conti pubblici sotto controllo, e questo impegno ci è stato riconosciuto dalle agenzie di rating. Vogliamo continuare ad agire con responsabilità: qualcuno vorrebbe che spendessimo di più, ma non indica dove reperire le risorse.”

“La logistica è essenziale per la crescita economica delle nostre imprese: una buona logistica attrae investimenti e rende competitivo il settore manifatturiero. Non possiamo rinunciare a essere un grande paese industriale: l’industria deve poter viaggiare sui treni. La nostra regione è un hub logistico naturale tra Est e Ovest, e dobbiamo superare i campanilismi interprovinciali.

Lo sviluppo del porto di Trieste porterà benefici a tutta la regione, compreso l’interporto di Pordenone. Serve mettere in comune le energie e ragionare come una regione protagonista, perché il modello Pordenone, frutto della collaborazione tra istituzioni ed economia, è competitivo e valido a prescindere dal colore politico.”
Massimiliano Fedriga, presidente della regione, ha sottolineato che “gli investimenti fatti su interporto Pordenone non sono per Pordenone ma per un sistema logistico che non è solo FVG, ma utili al Paese e all’Europa, messi all’interno del sistema logistico FVG”.

Fedriga ha evidenziato la necessità di avere una visione prospettica: “La situazione complicata ci deve mettere nelle condizioni di guardare alle strategie non solo per reggere l’impatto, ma per guardare oltre la situazione contingente”.

Richiamando esempi internazionali, ha affermato che “in Iran la parte logistica è arma di ricatto”, e che la capacità di collegarsi tra Trieste, Pordenone, Friuli Venezia Giulia, Italia e il mondo significa “rafforzare il sistema Paese”.

Ha ribadito l’importanza degli investimenti: “Gli investimenti sono fondamentali per rafforzare il sistema e dare prospettiva al sistema”.

In merito al conflitto in Ucraina, Fedriga ha sottolineato che “tutte le vie alternative, collegamenti logistici, sono fondamentali per garantire collegamenti”.

Infine, ha evidenziato il ruolo strategico della regione: “Imec asse India-Europa che passa dal Fvg come accesso strategico all’Europa. Su questo Trieste, Pordenone, Udine, Cervignano hanno un ruolo fondamentale”. Ha concluso ringraziando chi contribuisce ogni giorno: “Per questo ringrazio chi riesce a mettere quel mattone ogni giorno”, e ha ribadito: “Non guardiamo solo inaugurazioni di opere, ma al futuro della nostra regione e del Paese”.

A chiudere la giornata, l’intervento del vescovo Giuseppe Pellegrini, che ha richiamato il valore della comunione, dello stare insieme e del fare rete. “A fare la differenza non sono i soldi, ma le persone che decidono di mettersi insieme e lavorare per il bene comune”.

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