PORCIA – Ridurre da due mesi a due giorni il tempo necessario per installare un impianto fotovoltaico residenziale. E’ il risultato ottenuto a Porcia, dove TABO – scale-up italiana fondata da Nima Oulomi specializzata nell’efficientamento energetico – ha completato un intervento che dimostra come digitalizzazione e coordinamento tecnico possano accelerare la transizione energetica in Italia.
L’operazione ha interessato due unità abitative separate, ciascuna di 110 mq, appartenenti allo stesso nucleo familiare. Gli immobili, costruiti negli anni ’60 e situati in fascia climatica E, presentavano consumi energetici elevati e ampi margini di ottimizzazione. Il progetto ha previsto l’installazione di due impianti fotovoltaici indipendenti con sistema di accumulo integrato, dimensionati su misura con potenza e accumulo calibrati per garantire efficienza, indipendenza energetica e il massimo rendimento da ogni pannello installato.
Grazie a un team di 5 tecnici e a una gestione operativa centralizzata, i lavori sono stati portati a termine in una sola giornata mentre l’intero processo che comprende la vendita, il sopralluogo e la messa in opera è stato completato in 48 ore. Un risultato che rompe gli standard del mercato italiano, dove l’installazione di un impianto fotovoltaico richiede mediamente oltre due mesi.
“Il nostro cliente, attivo nel mondo dell’arte e dei fumetti, vive con la sua famiglia di quattro persone ed è molto sensibile ai temi ambientali. Oggi, grazie all’intervento, la casa di Teresa produce il doppio di energia pulita, riduce i prelievi dalla rete e genera un risparmio sostanziale in bolletta. L’impianto fotovoltaico con accumulo garantisce massima efficienza, maggiore autonomia e una riduzione significativa delle emissioni, portando l’autosufficienza energetica della famiglia oltre l’85%”, racconta Nima Oulomi, Founder e CEO di TABO.
Bollette ridotte dell’70% e impianti su misura per massimizzare autonomia ed efficienza
Per soddisfare le esigenze energetiche dell’abitazione sono stati installati 14 pannelli solari. Le due unità fotovoltaiche, con una potenza di 6,44 kWp ciascuna e 12,88 kWp complessivi, sono state progettate per produrre energia sufficiente a coprire più del doppio dei consumi della famiglia, che si attestano intorno a 6.317 kWh all’anno.
Grazie ai sistemi di accumulo da 10 kWh integrati in ciascuna abitazione, l’energia prodotta durante il giorno può essere immagazzinata e utilizzata anche di sera o nei momenti di minor irraggiamento solare, riducendo drasticamente la dipendenza dalla rete elettrica.
La produzione annua stimata di circa 14.812 kWh garantisce non solo la piena copertura dei consumi attuali ma anche margini per eventuali incrementi futuri, come l’installazione di pompe di calore, veicoli elettrici o altri dispositivi ad alto consumo. In pratica, la casa può contare su un’autonomia energetica molto elevata: tra il 70% e l’85% dell’energia consumata sarà autoprodotta (fino al 90% in condizioni ottimali di consumo e gestione dei carichi), mentre il prelievo dalla rete resterà minimo. Inoltre, il sistema assicura continuità anche in caso di blackout dato che il sistema è dotato di funzione backup (EPS) con linea dedicata, evitando interruzioni di corrente.
Grazie ai nuovi pannelli fotovoltaici, la famiglia ha ridotto la bolletta elettrica a circa 800 €/anno, composti prevalentemente da costi fissi e da una quota residua di energia prelevata dalla rete, ottenendo un risparmio tra 1.450 e 1.500 € annui e una riduzione fino al 70% per una delle due abitazioni.
“Il vero nodo del fotovoltaico domestico in Italia non è la tecnologia, ma i processi: burocrazia complessa, iter lunghi e scarsa trasparenza continuano a rallentare l’adozione, nonostante le soluzioni disponibili siano mature e affidabili. Il caso di Porcia dimostra che un approccio integrato – con gestione interna, digitalizzazione delle pratiche e coordinamento diretto delle squadre – può ridurre drasticamente tempi e complessità. Il progetto di Porcia è un esempio concreto di come innovazione significhi oggi semplificare l’esperienza per l’utente finale, garantendo interventi rapidi, scalabili e orientati all’autonomia energetica”, spiega Oulomi.
Impatto ambientale: oltre 2 tonnellate di CO₂ evitate ogni anno
Dal punto di vista ambientale, l’intervento di TABO permette di evitare ogni anno circa 4.000 – 4.500 kg di emissioni di CO₂ (calcolati su 14.812 kWh × ~0,27–0,30 kg/kWh), grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione dei prelievi dalla rete elettrica. In dieci anni, il risparmio di CO₂ è stimato in circa 40.000 – 45.000 kg, contribuendo a diminuire in modo significativo l’impatto ambientale della famiglia e supportando gli obiettivi europei di decarbonizzazione previsti per il 2030 e il 2050.
