PORDENONE – Frigoriferi, climatizzatori e lavatrici nelle nostre case. Avviatori, pompe di raffreddamento e alzacristalli nelle automobili. Nastri trasportatori, gru e robot nelle fabbriche.
Sono applicazioni molto diverse tra loro, ma hanno qualcosa in comune: per funzionare dipendono, direttamente o indirettamente, da motori elettrici.
I motori elettrici sono una di quelle tecnologie che utilizziamo continuamente senza quasi accorgercene. E attorno alla loro progettazione e produzione esiste un’intera filiera industriale: rame e alluminio per gli avvolgimenti, acciaio elettrico, magneti, materiali isolanti, cuscinetti, macchinari per la produzione, sistemi di test, software di progettazione e molte altre tecnologie.
È questa industria – insieme a quella dei trasformatori e dei generatori elettrici – che si incontra ogni anno a Pordenone in occasione di Coiltech, rassegna in programma in Fiera il 23 e 24 settembre.
Per due giorni arrivano in città tecnici, ingegneri, imprenditori, responsabili di produzione e specialisti da numerosi Paesi. È una manifestazione B2B altamente specializzata e, proprio per questo, molti pordenonesi possono non conoscerla pur vedendo ogni anno il movimento che genera attorno al quartiere fieristico.
Eppure Coiltech riguarda tecnologie che fanno parte della vita quotidiana di tutti.
Una storia iniziata proprio a Pordenone
Coiltech non è una fiera internazionale arrivata a Pordenone dopo essere nata altrove. La sua storia comincia qui.
La prima edizione, nel 2010, contava appena 24 stand. Era, di fatto, la prova sul campo di un’idea: organizzare una fiera industriale altamente specializzata in modo più semplice, efficiente e vicino alle esigenze concrete di espositori e visitatori.
Il modello ha funzionato.
Negli anni Coiltech è cresciuta insieme alla sua comunità di espositori e visitatori, fino a diventare un appuntamento internazionale per l’industria elettromeccanica. E a un certo punto sono stati gli stessi clienti a chiedere che quel modello venisse portato anche fuori dall’Italia.
Intorno al 2018 cresce la richiesta di una Coiltech in Germania. Il lancio viene programmato per il 2020, ma la pandemia costringe a rinviarlo. L’interesse, però, rimane e nel 2022 debutta finalmente Coiltech Deutschland ad Augsburg.
Dopo la seconda edizione tedesca arriva una nuova richiesta dagli espositori: portare Coiltech anche negli Stati Uniti.
Nasce così Coiltech North America, che dal 2025 si tiene a Novi, nell’area metropolitana di Detroit, uno dei grandi poli mondiali dell’industria automobilistica.
La traiettoria è quindi particolare: Pordenone è stata il luogo nel quale il modello Coiltech è nato e ha dimostrato di funzionare; Germania e Stati Uniti sono arrivati successivamente, su richiesta del mercato.
Nel 2026, considerando insieme le tre edizioni di Pordenone, Augsburg e Novi, Coiltech riunisce complessivamente 852 aziende provenienti da 53 Paesi, per un totale di 1.278 stand.
Tutte e tre le manifestazioni vengono organizzate dallo stesso team dagli uffici dell’azienda nell’hinterland a nord di Milano.
Da una prima edizione di 24 stand a Pordenone a tre appuntamenti internazionali tra Europa e Stati Uniti: Coiltech è una storia imprenditoriale made in Italy, e Pordenone è il luogo dove questa storia ha avuto inizio.
Una fiera per specialisti, ma una storia che riguarda la città
Coiltech non nasce come evento per il grande pubblico. È una fiera tecnica, frequentata da chi progetta, produce e acquista componenti e tecnologie per motori elettrici, trasformatori e generatori.
Ma proprio questo la rende, per Pordenone, una presenza particolare.
Per due giorni la città ospita una comunità internazionale di imprese e professionisti che lavorano su tecnologie essenziali per l’elettrificazione, l’automazione industriale, la mobilità e l’efficienza energetica.
Molte delle aziende presenti sono sconosciute al grande pubblico, ma i loro prodotti e le loro tecnologie finiscono dentro automobili, elettrodomestici, impianti industriali, infrastrutture e sistemi energetici utilizzati ogni giorno in tutto il mondo.
In altre parole, per qualche giorno all’anno Pordenone diventa il punto d’incontro di una parte di quell’industria invisibile che permette a moltissime cose attorno a noi di muoversi, funzionare e produrre energia.
Sebastian Kuester, 63 anni, è il fondatore di Coiltech. Nato e cresciuto a Monaco di Baviera, ha studiato in Germania, Stati Uniti, Inghilterra e Francia e si è laureato in economia. Dopo un primo percorso professionale nella comunicazione e nella pubblicità in Germania, nel 2001 si trasferisce a Milano, chiamato da Fiera Milano per lavorare a un progetto che oggi definiremmo di digitalizzazione.
Osservando dall’interno il mondo fieristico, Kuester sviluppa l’idea di applicare alle fiere professionali alcuni principi già affermati in altri settori: semplificazione, standardizzazione, trasparenza e attenzione al cliente. I riferimenti sono modelli come quelli delle compagnie aeree low-cost, ma anche IKEA, Lidl e Sixt.
A Pordenone trova un management disposto a sperimentare questa impostazione e nel 2010 nasce Coiltech, inizialmente con appena 24 stand. Quello che parte come un esperimento diventa negli anni un modello richiesto dagli stessi espositori prima in Germania e poi negli Stati Uniti.
Oggi Coiltech fa parte del gruppo internazionale Easyfairs, che organizza circa 150 fiere all’anno secondo principi organizzativi per molti aspetti affini a quelli che avevano ispirato il progetto originario.
Nella foto Sebastian Kuester.
