Giornate cinema muto, accreditati da 42 Paesi. Anticipazioni 2027

PORDENONE – Cala il sipario sulla 45ª edizione delle Giornate del Cinema Muto dirette da Jay Weissberg e presiedute da Livio Jacob, dopo otto giorni in cui sono stati presentati 250 titoli, fra cortometraggi e lungometraggi, provenienti da 67 archivi di 19 Paesi. Oltre alle proiezioni accompagnate con musica dal vivo, il festival ha proposto i “Dialoghi” quotidiani del Collegium, le Pordenone Masterclasses per musicisti, presentazioni di libri, gli stand della FilmFair, le conferenze, in particolare la Jonathan Dennis Memorial Lecture tenuta da Allyson Nadia Field e la Costume Lecture del costumista premio Oscar Mark Bridges.

Gli accreditati hanno superato il migliaio, provenienti da 42 Paesi. L’Italia rappresenta il 38% del totale, mentre oltre il 13% degli stranieri proviene dagli Stati Uniti, l’8% dal Regno Unito, il 6% dalla Germania ed è ampia anche la rappresentanza da Spagna e Giappone, paesi a cui sono state dedicate due sezioni del programma. Si confermano dunque la dimensione internazionale delle Giornate e la capacità di richiamare a Pordenone studiosi, archivisti, restauratori, professionisti, studenti e appassionati di cinema muto da tutto il mondo.
A questi numeri si aggiungono oltre 400 abbonati per la programmazione online, realizzata in collaborazione con MYmovies. Le pagine del sito visitate nel periodo del festival sono state 125.000.

Il Teatro Verdi ha registrato il tutto esaurito nella serata inaugurale con Don Q, Son of Zorro (Don X, il figlio di Zorro, 1925), per l’evento speciale del mercoledì con il film giapponese Una pagina di follia accompagnato dalla narrazione di un benshi e di tre musiciste giapponesi, la proiezione di Pest in Florenz (La peste a Firenze nel secolo XV, 1919) di Otto Rippert, sceneggiato da Fritz Lang, della sezione “Weimar senza censure” e la serata di chiusura con The Iron Horse (Il cavallo d’acciaio, 1924) di John Ford, in replica domenica 11 ottobre alle 16.30.

Ad attrarre maggiormente il grande pubblico, oltre agli eventi con l’orchestra sono stati quindi la riscoperta del cinema giapponese, il cinema tedesco del primo dopoguerra e il più classico dei generi americani, il western, ma sono anche altri gli appuntamenti che hanno raccolto un’ottima risposta. Fra questi, i programmi del cinema delle origini, l’evento “A colpi di note”, la sezione sulla follia femminile e i film dedicati al regista americano Marshall Neilan, in particolare la commedia con Colleen Moore Her Wild Oat (1927) e M’liss (Giglio selvatico, 1918) con Mary Pickford, presentato nel nuovo restauro. Ha riscosso molto interesse tutta la retrospettiva su Weimar, che sarà ripresa con un’altra serie di titoli l’anno prossimo, e la seconda parte del percorso dedicato a Italia Almirante Manzini, con la prima mondiale del restauro del film L’arzigogolo (1924). Come sempre molto ricca, la sezione delle riscoperte e restauri ha proposto, fra gli altri, The Humming Bird (L’usignolo, 1924) di Sidney Olcott e Sadie Thompson (1928) di Raoul Walsh, entrambi con Gloria Swanson, la cui immagine campeggia sul manifesto della 45a edizione.

La musica dal vivo non solo si è confermata una componente essenziale delle Giornate del Cinema Muto ma la varietà degli interpreti, degli strumenti e dei linguaggi musicali è stata in questa edizione più varia che mai: accanto ai musicisti che formano la “squadra” del festival – Neil Brand, Frank Bockius, Günter Buchwald, Philip Carli, Mauro Colombis, Stephen Horne, Meg Morley, José María Serralde Ruiz, Donald Sosin, John Sweeney, Gabriel Thibaudeau e Daan van den Hurk – si sono esibiti negli accompagnamenti Elizabeth-Jane Baldry e Romano Todesco. Le musiciste giapponesi Makia Matsumura, Kisayo Katada e Nobuakira Kiyomoto insieme ai tre benshi Ichirō Kataoka, Kumiko Ōmori e Nanako Yamauchi hanno restituito al pubblico una componente peculiare della tradizione cinematografica giapponese e due formazioni dalla Spagna – Caspervek Ensemble e Croscat Ramblers sono stati protagonisti del commento musicale al denso programma di film spagnoli delle origini. Per gli appuntamenti orchestrali si sono alternate nel golfo mistico del Verdi la RTV Slovenia Symphony Orchestra diretta da Andrej Goričar nell’evento di apertura e l’Orchestra da Camera di Pordenone diretta da Ben Palmer nell’evento di chiusura. La Zerorchestra diretta da Oscar Marchioni ha aperto le danze nella preapertura di Sacile accompagnando la commedia con Harold Lloyd For Heaven’s Sake, preceduta dall’Orchestra della Scuola Media “Balliana-Nievo” che ha musicato due comiche degli anni Dieci.

Nel dare appuntamento per la 46a edizione delle Giornate del Cinema Muto, che si svolgerà dal 2 al 9 ottobre 2027, il direttore Jay Weissberg ha voluto sottolineare “la capacità straordinaria del cinema muto di dialogare con il presente. Quest’anno più che mai – ha precisato – il festival ha confermato una particolare attitudine a confrontarsi con i giovani che sono presenti sempre più numerosi, contribuendo a consolidare quell’idea di comunità così importante per le Giornate e che si accresce di anno in anno. Negli ultimi dieci anni abbiamo trovato modalità diverse e sempre attuali per raccontare, attraverso il cinema, la storia e in questo processo i giovani si sono dimostrati un importante punto di riferimento.”

Le anticipazioni per il 2027, oltre alla seconda parte del programma su Weimar, riguardano la serie sulle regioni italiane, che prosegue con la Campania e l’omaggio a Florence Turner, star americana del muto che ebbe successo sia negli Stati Uniti che in Inghilterra. Nell’anno di Pordenone Capitale italiana della Cultura, in collaborazione con il Teatro Verdi di Pordenone, ci saranno quattro appuntamenti distribuiti nell’arco dell’anno, uno per ogni stagione, con la proiezione di altrettanti capolavori muti accompagnati dal vivo: una sorta di ideale percorso attraverso “le stagioni del cinema muto” capace di estendere questa straordinaria esperienza oltre i giorni tradizionalmente dedicati al festival e di renderla una presenza viva e ricorrente nella programmazione culturale cittadina. Il 2027 sarà anche l’occasione per portare un’altra novità: il primo Concorso di composizione musicale per film muti su un’opera individuata dal Teatro Verdi insieme alle Giornate. La nuova partitura firmata dal compositore vincitore sarà presentata alla 46a edizione.

Nel frattempo, le Giornate del Cinema Muto lasciano momentaneamente Pordenone ma una selezione, a cura del direttore Jay Weissberg, dei film presentati in questi otto giorni sarà proposta come sempre a novembre alla Fondation Seydoux-Pathé di Parigi e, quest’anno, anche alla Cinemateca Brasileira a San Paolo.

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine e della Fondazione Friuli, con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile.

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