Cimolai, eccellenza del territorio. Ciriani e Bernini in visita a Porcia: «Qui il futuro nasce dall’impresa e dalla ricerca»

Il ministro per l’Università e la ricerca Annamaria Bernini ha visitato lo stabilimento insieme al ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Al centro dell’incontro la capacità dell’azienda di affermarsi nel mondo, l’innovazione tecnologica e il legame tra industria e ricerca. Ciriani: «È un orgoglio per l’Italia e per il nostro territorio».

PORCIA – Una storia imprenditoriale che attraversa oltre settant’anni, una vocazione internazionale e la capacità di trasformare le difficoltà in nuove opportunità. Sono questi alcuni degli aspetti emersi sabato 10 ottobre durante la visita del ministro per l’Università e la ricerca Anna Maria Bernini alla Cimolai Spa di Porcia, accompagnata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Ad accoglierli l’ingegner Luigi Cimolai, con il quale si è svolto un punto stampa al termine della visita.

Ciriani ha voluto far conoscere personalmente alla collega la storia dell’azienda e della famiglia Cimolai, sottolineandone il valore per l’intero territorio. «Qualche anno fa l’impresa ha attraversato un periodo di crisi, dal quale è uscita brillantemente grazie all’impegno di tutti, comprese le istituzioni e il governo. Oggi gode di ottima salute ed è un orgoglio per l’Italia, per Pordenone e per il nostro territorio», ha affermato.

Il ministro ha poi allargato lo sguardo al ruolo storico delle imprese nella crescita sociale e culturale della provincia. Le aziende, ha ricordato, hanno dato lavoro a generazioni di famiglie, consentendo ai figli di studiare e diventare professionisti. «La cultura del lavoro, dell’impresa e quella più propriamente culturale sono strettamente collegate», ha osservato Ciriani, richiamando il percorso che ha contribuito a fare di Pordenone un importante centro culturale nazionale.

Costi energetici e crisi Electrolux

Nel corso del confronto con i giornalisti, Ciriani ha affrontato anche il tema del caro energia, che continua a preoccupare imprese e cittadini. Il governo, ha spiegato, è intervenuto sui prezzi dei carburanti e sulle accise e intende proseguire nel confronto anche a livello europeo. «Non ci sono bacchette magiche, ma c’è la volontà di andare incontro alle esigenze delle imprese e dei cittadini», ha dichiarato, sottolineando la necessità di perseveranza e credibilità internazionale.

Un passaggio significativo ha riguardato anche la situazione di Electrolux, realtà industriale che rappresenta un altro tassello fondamentale del tessuto produttivo provinciale. Ciriani ha ricordato il lavoro svolto dal governo, insieme alle istituzioni, ai sindacati e alle forze politiche, maggioranza e opposizione, per ottenere una revisione del piano aziendale inizialmente caratterizzato da 1.700 esuberi.

L’intesa raggiunta, ancora da perfezionare nei successivi incontri, prevede uscite volontarie incentivate nell’arco di tre anni e l’impegno a mantenere in Italia una produzione di almeno tre milioni di pezzi nei prossimi anni. Un risultato che, secondo il ministro, ha permesso di scongiurare uno scenario ben più grave, fatto di chiusure e licenziamenti. La definizione dei dettagli era attesa per la fine di ottobre.

Bernini: «La ricerca incontra l’eccellenza dell’impresa»

Particolarmente significativa la testimonianza del ministro Anna Maria Bernini, che ha richiamato il contributo di Cimolai alla realizzazione di grandi infrastrutture, anche in ambito scientifico e di ricerca, in Italia e all’estero.

Bernini ha ricordato la visita al cantiere del grande telescopio internazionale alla cui realizzazione Cimolai sta contribuendo con la costruzione della cupola e delle strutture. Un’opera che l’ha colpita per la qualità del lavoro e per la collaborazione tra impresa, ricercatori, università, tecnici e maestranze italiane.

«Imprese come Cimolai, nate nel 1949 come espressione di altissimo artigianato, oggi rappresentano un esempio di innovazione tecnologica», ha sottolineato la ministra. La sfida, ha aggiunto, è costruire un ecosistema nel quale università, ricerca, industria e lavoro possano collaborare, mettendo le competenze scientifiche al servizio dei processi produttivi e le esigenze delle imprese al centro della ricerca.

Un modello che, secondo Bernini, consente di ottenere risultati concreti e di rafforzare la competitività italiana nel mondo. La vicenda di Cimolai dimostra inoltre come un’azienda possa superare anche momenti difficili facendo leva sulle proprie competenze e sulla capacità di innovare.

Cimolai guarda avanti: tecnologia, brevetti e grandi opere

L’ingegner Luigi Cimolai ha ribadito la volontà di proseguire lungo la strada tracciata dal padre: «Questa azienda deve andare avanti, sempre, nonostante quello che è successo e quello che potrà succedere, perché non è finita».

Le prospettive future comprendono nuovi progetti e possibili acquisizioni, sui quali il presidente non ha voluto anticipare dettagli. Il punto fermo resta l’investimento nella tecnologia e nella proprietà intellettuale. Cimolai ha ricordato, in particolare, i 18 brevetti sviluppati nell’ambito del progetto del telescopio, relativi alla struttura, ai sistemi di movimento e ai motori lineari.

Tra le commesse internazionali spicca anche il grande viadotto della linea 17 a nord di Parigi, vicino all’aeroporto Charles de Gaulle. Un’opera imponente, lunga circa cinque chilometri, per la quale negli ultimi quattro anni sono state messe in opera 23 mila tonnellate di acciaio. L’azienda si avvicina alla conclusione dei lavori, con il montaggio dell’ultima campata previsto per il mese successivo.

Una realizzazione che, nelle parole di Cimolai, testimonia la capacità di lasciare un segno duraturo nel tempo attraverso le grandi opere. Dalla provincia di Pordenone ai cantieri internazionali, la storia dell’azienda continua così a intrecciare tradizione manifatturiera, innovazione e ambizione globale.

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