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giovedì , 7 Maggio 2026

Friuli, 50 anni dopo il sisma: memoria e ricostruzione nel giorno più solenne

FVG – Il Friuli si ferma e si raccoglie. A cinquant’anni esatti da quei 59 secondi che, alle 20.59 del 6 maggio 1976, devastarono paesi interi e spezzarono quasi mille vite, la regione vive oggi una giornata di memoria e consapevolezza, guardando a una tragedia che ne ha cambiato per sempre il volto.

A Gemona del Friuli, una delle capitali simboliche del terremoto, non restano più le macerie che sconvolsero il mondo. Al loro posto c’è una comunità viva, diventata emblema di una ricostruzione che ha fatto scuola, il cosiddetto “Modello Friuli”. Qui si celebra non solo il ricordo, ma anche il valore di un’impresa collettiva che ha saputo rimettere in piedi un territorio senza perdere la propria identità. La giornata si svolge in un clima di solennità composta, con un imponente dispositivo di sicurezza coordinato dalla Prefettura di Udine, dalla Protezione Civile regionale e dalle forze dell’ordine.

Il cuore simbolico delle celebrazioni è la Caserma Goi-Pantanali. Qui, nel 1976, il crollo di una palazzina costò la vita a 29 alpini, rendendo il luogo uno dei più dolorosi della memoria collettiva. Oggi la caserma è il fulcro logistico del cinquantenario: ha già ospitato nei giorni scorsi una messa celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi e sarà teatro di altri appuntamenti nei prossimi mesi, dal raduno triveneto degli Alpini fino a una grande esercitazione internazionale di Protezione civile.

Il momento più intenso è atteso nel pomeriggio, con l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che atterrerà all’aerobase di Rivolto Air Base prima di raggiungere Gemona. Ad accoglierlo ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Il primo gesto sarà un omaggio silenzioso al Cimitero Monumentale, davanti alle steli che riportano i nomi di centinaia di vittime: qui il Capo dello Stato deporrà una corona d’alloro. Alle 17 la cerimonia si sposterà al Teatro Sociale di Gemona, trasformato per l’occasione in aula del Consiglio regionale per una seduta straordinaria.

Saranno presenti circa 330 autorità, ma l’immagine più significativa sarà quella dei 105 sindaci dei Comuni colpiti, riuniti con le fasce tricolori. Sono il simbolo di una continuità istituzionale che, mezzo secolo fa, scelse di ricostruire i paesi dov’erano e com’erano, restituendo al Friuli non solo le sue case, ma anche la sua anima. La seduta sarà trasmessa in diretta streaming e seguita anche dai cittadini attraverso i maxischermi in piazza del Ferro, trasformando la commemorazione in una vera cerimonia di popolo. Foto: Ansa.

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