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venerdì , 28 Febbraio 2025

L’incertezza domina i mercati

L’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca per il suo secondo mandato ha scatenato un’ondata di incertezza sui mercati finanziari. Se inizialmente gli investitori scommettevano su una crescita accelerata, deregolamentazione e un dollaro forte, la realtà si sta dimostrando molto diversa. I principali indici azionari globali hanno subito bruschi cali, il Bitcoin ha perso il 25% dal suo massimo storico e i rendimenti obbligazionari sono scesi, segnalando un aumento delle aspettative di inflazione. L’euforia iniziale post-elettorale si è trasformata in ansia per la crescita economica. I sondaggi sulla fiducia dei consumatori hanno mostrato un netto calo, mentre il mercato del lavoro soffre di tagli che potrebbero rallentare l’economia nel breve termine. Questi fattori hanno spinto la Federal Reserve a riconsiderare le sue politiche monetarie, con i mercati che ora scontano la possibilità di tagli ai tassi più rapidi del previsto. Parallelamente, le politiche protezionistiche di Trump stanno destabilizzando il commercio globale. Le nuove tariffe del 25% su prodotti dell’UE, Canada e Messico stanno aumentando il rischio di una guerra commerciale, con conseguenze dirette sulla crescita economica e sull’inflazione. I mercati azionari hanno reagito negativamente a queste prospettive, con il Nasdaq e l’S&P 500 che hanno perso rispettivamente il 2,8% e l’1,6% in una sola seduta. Il presidente Trump sta inoltre cercando di indebolire il dollaro per favorire le esportazioni americane. Si parla di un nuovo “Accordo di Mar-a-Lago”, ispirato al Plaza Accord del 1985, con il quale gli USA cercherebbero di convincere altre nazioni a rafforzare le proprie valute per rendere il dollaro più competitivo. Tuttavia, senza un accordo internazionale, questa strategia potrebbe rivelarsi inefficace e controproducente. Il rafforzamento della spesa militare europea, con la Germania che ha annunciato un piano da 200 miliardi di euro, e le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Ucraina aggiungono ulteriore incertezza. Il premier britannico Keir Starmer sta cercando di ottenere un impegno chiaro da Trump per il supporto all’Ucraina, ma il presidente statunitense rimane vago sulle sue intenzioni. Nonostante Trump abbia dichiarato di voler fare degli Stati Uniti la “superpotenza del Bitcoin”, il mercato delle criptovalute ha subito un forte contraccolpo. Bitcoin ha perso un quarto del suo valore in poche settimane, seguito da crolli simili di Ether e Solana. Gli investitori sembrano scettici sulle reali intenzioni dell’amministrazione nei confronti del settore cripto. Anche il mercato tecnologico sta affrontando un cambiamento di paradigma. Nvidia, nonostante risultati finanziari sopra le attese, ha visto il proprio valore di mercato ridursi di 730 miliardi di dollari. Gli investitori ora privilegiano aziende con profitti solidi, piuttosto che società che puntano solo sulla crescita futura. Le politiche energetiche di Trump appaiono contraddittorie. Da un lato, vuole abbassare il prezzo del petrolio per contenere l’inflazione, dall’altro impone dazi sulle importazioni di greggio canadese, che spingono i prezzi al rialzo. L’aumento della produzione OPEC+ e il rallentamento della crescita globale potrebbero però limitare il rialzo del petrolio nel lungo termine. L’oro, invece, continua ad attrarre investitori in cerca di un rifugio sicuro. Alcuni analisti ipotizzano che Trump potrebbe rivalutare le riserve auree degli Stati Uniti per rafforzare il bilancio federale, come fece Roosevelt nel 1933. Tuttavia, questa mossa potrebbe minare la fiducia nella Federal Reserve e destabilizzare ulteriormente i mercati. Trump 2.1 si sta rivelando ben diverso dalla sua prima amministrazione. Se allora i mercati avevano beneficiato di una visione chiara e pro-crescita, oggi l’incertezza regna sovrana. Tra guerre commerciali, politiche monetarie oscillanti e tensioni geopolitiche, gli investitori si trovano a navigare in acque sempre più agitate. Resta da vedere se questa strategia porterà agli Stati Uniti i benefici sperati o se, al contrario, finirà per compromettere la stabilità economica globale.

Dott. Alessandro Pazzaglia, consulente finanziario autonomo, www.pazzagliapartners.it

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