Pride, Tomasello “le istituzioni garantiscano libertà e pari diritti”

PORDENONE – Il mancato patrocinio del Comune al Pride di Pordenone porta il segretario provinciale del Pd Fausto Tomasello a intervenire nuovamente sulla vicenda, invitando il sindaco Alessandro Basso a riconsiderare la propria posizione. Al centro della riflessione di Tomasello non c’è tanto la modalità con cui si svolge la manifestazione, quanto il significato che, a suo giudizio, il Pride assume sul piano dei diritti e della libertà di espressione.

«Si poteva sperare in un ripensamento, nell’apertura di un dialogo, ma la delusione è arrivata come da programma», afferma Tomasello, secondo cui la scelta del sindaco confermerebbe «un pregiudizio che la destra non riesce a sradicare da sé stessa».

Il segretario dem contesta in particolare la lettura della manifestazione come semplice espressione di eccessi o provocazioni. «Basso fraintende e occulta il senso del gay pride», sostiene Tomasello, che sposta l’attenzione dagli slogan e dall’aspetto più visibile della manifestazione alla questione dei diritti.

«Il Pride significa libertà di essere quello che si è»

Per Tomasello, il significato del Pride va ricondotto innanzitutto alla possibilità per le persone LGBTQ+ di affermare pubblicamente la propria identità e rivendicare pari diritti. «Il gay pride è l’affermazione della libertà di essere quello che si è davanti alla comunità», spiega, senza dover ricorrere «a forme di assimilazione per essere tollerati» e potendo invece manifestare apertamente la propria differenza.

Una riflessione che il segretario provinciale del Pd estende anche al contesto internazionale, ricordando le situazioni in cui le persone LGBTQ+ sono oggetto di restrizioni, discriminazioni o persecuzioni. Tra gli esempi citati da Tomasello ci sono Russia e Iran, oltre alle limitazioni introdotte in Ungheria dal governo di Viktor Orbán.

È in questo quadro che, secondo Tomasello, va letto il valore di una manifestazione come il Pride: non una questione legata al «dress-code» dei partecipanti o agli slogan, ma l’affermazione del principio di uguaglianza e della libertà di espressione.

L’appello al sindaco: «Ci pensi ancora»

Da qui l’invito rivolto direttamente a Basso a rivedere la propria decisione. Tomasello sostiene che il Pride possa svolgersi «senza offendere nessuno» e che la presenza delle istituzioni possa contribuire a trasmettere «un messaggio di tolleranza politicamente trasversale».

«Ci pensi ancora», è quindi l’appello del segretario provinciale del Pd al sindaco di Pordenone.

Tomasello richiama infine il ruolo delle istituzioni, che a suo giudizio non dovrebbero valutare una manifestazione sulla base dell’abbigliamento dei partecipanti o dei singoli slogan. Il compito degli enti pubblici, sostiene, dovrebbe essere quello di «garantire e promuovere la libertà di espressione di chiunque chieda pari diritti di fronte alla legge».

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