PORDENONE – I dati pubblicati oggi dalla stampa locale sulla carenza di medici di base nel Friuli occidentale – 80 mila cittadini senza un medico di riferimento e una carenza stimata tra 50 e 60 professionisti in provincia, con 117 pensionamenti previsti nel prossimo decennio – fotografano un problema che Azione denuncia da tempo, a livello locale e regionale.
Si tratta di una crisi ampiamente prevedibile. Nel documento sulla sanità che Azione, insieme a Ora!, Partito Liberaldemocratico e Radicali, ha elaborato a livello regionale, individuiamo proprio nella mancanza di programmazione uno dei nodi principali del sistema sanitario. Da decenni era noto che una consistente quota di medici e infermieri sarebbe arrivata all’età pensionabile nello stesso periodo, ma non si è riusciti a costruire un ricambio generazionale adeguato.
Per questo proponiamo una programmazione seria e di lungo periodo delle professioni sanitarie, capace di monitorare con anticipo fabbisogni, pensionamenti e percorsi formativi, evitando che le emergenze di oggi si ripresentino puntualmente domani.
Accanto a questo tema strutturale esiste però anche un problema immediato e concreto, che ho potuto verificare personalmente. Io stesso sono rimasto senza medico di base senza ricevere alcuna comunicazione formale e ho scoperto casualmente che il mio medico era già andato in pensione. Lo stesso professionista mi ha riferito di aver avvisato, di propria iniziativa, i pazienti più anziani e quelli che frequentavano maggiormente l’ambulatorio. Un gesto di responsabilità e attenzione che, tuttavia, non può sostituire un compito che dovrebbe spettare all’Azienda sanitaria.
Quando un medico di medicina generale cessa la propria attività, anche temporaneamente, tutti gli assistiti dovrebbero essere informati in modo tempestivo e attraverso strumenti digitali e comunicativi adeguati. Una sanità moderna non può limitarsi a erogare prestazioni: deve anche garantire ai cittadini informazioni chiare, accessibili e puntuali. Si tratta di una misura semplice, praticamente a costo zero, ma fondamentale per evitare disagi e garantire continuità nell’accesso alle cure.
Gli interventi annunciati dalla Regione, come l’aumento delle borse di studio e i finanziamenti per le segreterie dei medici di famiglia, rappresentano passi utili, ma restano risposte emergenziali. La vera svolta richiede una programmazione strutturale del personale sanitario e, nell’immediato, procedure obbligatorie di comunicazione agli assistiti ogni volta che un medico interrompe il servizio.
Non possiamo continuare a scoprire per caso di essere rimasti senza medico di base. La qualità della medicina territoriale si misura anche dalla capacità delle istituzioni di accompagnare i cittadini nei momenti di cambiamento e di garantire informazioni chiare, puntuali e accessibili.
Azione FVG continuerà a portare avanti, a tutti i livelli istituzionali, le proposte contenute nel documento “Tavolo Regionale Salute e Resilienza Sociale”, elaborato insieme alle altre forze del campo riformista.
