11.4 C
Pordenone
giovedì , 14 Maggio 2026

A Pordenone il 64° Congresso Nazionale FIDAS

PORDENONE – Dalle coste del Sud alle pianure del Nord di Italia. La città di Pordenone, capoluogo del Friuli Occidentale, riceve il testimone dalla città di Lecce e apre le porte al 64° Congresso Nazionale FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue), l’appuntamento annuale itinerante più importante per le 81 Federate che in 18 regioni di Italia fanno capo alla Federazione.

Una due giorni di lavori congressuali che riunirà oltre 150 delegati delle associazioni a FIDAS, di cui quattro sono in Friuli Venezia Giulia, donatori, volontari ed esperti del sistema sangue provenienti da tutto il Paese e che culminerà domenica 17 maggio con la tradizionale sfilata in occasione della 43° Giornata del Donatore di Sangue che porterà nel centro storico cittadino oltre un migliaio di donatori FIDAS da tutta Italia, in rappresentanza di 41 Federate. L’evento gode del patrocinio del Comune di Pordenone, nell’ambito di “Pordenone Verso Capitale Italiana della Cultura 2027”, e del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

Per la prima volta nella sua storia, la città di Pordenone ospiterà il massimo assise federale, organizzato dalla Federata AFDS (Associazione Friulana Donatori Sangue) Pordenone, trasformando il capoluogo in un polo di riflessione sul sistema trasfusionale italiano. Non a caso lo slogan scelto per questa edizione “Pordenone 2026: cultura del dono, sorgente di vita”. Il Congresso si svolge alla vigilia di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027 e in un anno significativo per il Friuli in cui si commemora il 50º anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, che causò circa 990 morti, tra 1700 e 3000 feriti e oltre 100 mila persone che rimasero senza casa.

Il terremoto fu uno spartiacque per la nascita e la crescita della cultura del dono. Attualmente il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni più virtuose in Italia per donazioni. La cultura del dono del sangue si lega infine anche il turismo e la promozione del territorio, attraverso una pubblicazione speciale della rivista AFDS Pordenone “il dono”, realizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale e gli enti partner di Capitale 2027.

Il programma
I lavori congressuali e assembleari si svolgeranno presso l’Auditorium della Regione FVG di via Roma. Venerdì 15 maggio, dopo i saluti istituzionali, la mattinata vedrà la premiazione della 7ª edizione del concorso nazionale “A Scuola di Dono”, seguita da un approfondimento tecnico sul futuro della rete associativa. Nel pomeriggio, l’assemblea entrerà nel vivo con la relazione morale del Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, e quella finanziaria. La giornata di sabato 16 maggio si aprirà con l’assemblea dei Giovani FIDAS all’Hotel Moderno; contemporaneamente all’Auditorium della Regione proseguiranno i lavori congressuali. Il focus scientifico sarà la tavola rotonda sui “bisogni attuali e futuri della medicina trasfusionale”, fondamentale per delineare i nuovi ruoli dei donatori nel panorama sanitario moderno.

Gli eventi aperti alla cittadinanza
Sabato 16 maggio, dalle 11 a mezzanotte, il Gruppo Giovani AFDS Pordenone, in collaborazione con Botanico Bistrot, trasformerà il Parco Galvani in un polmone di musica e solidarietà. Tredici ore di house music e attività collaterali dedicate a tutte le età: yoga, benessere, giochi in legno di una volta, vintage market e area relax; food truck, cocktail bar e brunch. La mattina vedrà protagonista Alex Neri (Planet Funk); dalle 18 il tramonto sarà animato dal pioniere della house Joe T Vannelli. L’ingresso è libero. In caso di maltempo, l’evento si terrà sabato 6 giugno.

Sabato 16 maggio, alle 20.45 in Duomo sarà il Concerto della Filarmonica Città di Pordenone ad animare la serata che precede la sfilata nazionale dei donatori FIDAS. Un ringraziamento in musica per chi, con un gesto silenzioso, sostiene la vita e la speranza.

Domenica 17 maggio, dalle 9.30 i donatori Fidas provenienti da tutta Italia coloreranno le vie del centro di Pordenone già da giorni imbandierate per la 43ª Giornata del Donatore. Sfileranno 37 Federate di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, assieme alle quattro Federate del Friuli Venezia Giulia: AFDS Pordenone, che ha sede a Spilimbergo, FIDAS Isontina di Gorizia, Associazione carnica donatori di sangue di Paluzza, Gruppo autonomo donatori di sangue aziendali di Torviscosa. La partenza del corteo avverrà dal viale fronte Fiera di Pordenone, per proseguire lungo viale Treviso, percorrendo poi viale Delle Grazie, il ponte di Adamo e d’Eva, Corso Vittorio Emanuele per giungere alle 10.30 in piazza XX Settembre per i saluti istituzionali. Alle 11 la popolazione è invitata a partecipare alla santa Messa solenne celebrata da S.E. Mons. Giuseppe Pellegrini, Vescovo di Concordia-Pordenone.

Gli interventi:
Ad aprire la conferenza di presentazione della tre giorni dedicata al dono del sangue, tenutasi oggi in municipio, è stato il Presidente Nazionale FIDAS, Giovanni Musso, illustrando l’importanza di questo appuntamento a livello sanitario e di rete associativa.

«Il Congresso rappresenta ogni anno un momento fondamentale di confronto, crescita e condivisione per tutta la nostra Federazione. Un’occasione per fare il punto sulle sfide del sistema sangue, ma soprattutto per rinnovare i valori che ci uniscono: altruismo, responsabilità e impegno civico.
Ritrovarsi insieme, provenendo da tutta Italia, significa rafforzare una comunità che ogni giorno contribuisce concretamente alla salute del Paese.

Pordenone saprà interpretare al meglio questo spirito, offrendo un contesto ideale per guardare al futuro con consapevolezza e passione.
Abbiamo bisogno di buoni esempi che si riflettano anche sulla donazione di sangue gratuita, anonima e responsabile. Oggi in Italia c’è necessità di un volontariato gratuito che non cede all’individualismo, ma si occupa realmente di chi ha bisogno e garantisce le cure. A livello nazionale, le donazioni di sangue sono in aumento. Si registra, invece, un leggero calo di qualche migliaio di unità per quanto riguarda quelle del plasma.

Come Paese non abbiamo ancora raggiunto l’autonomia e siamo dipendenti per circa il 30% dai mercati internazionali, compreso quello americano. Deve esserci una visione globale di investimenti strategici e un impegno locale sui territori affinché l’offerta venga ottimizzata. In questi giorni, a Pordenone, come Consiglio Direttivo FIDAS chiederemo alle Federate di farsi portavoce attive dei nostri valori».

Il Presidente AFDS Pordenone, Mauro Verardo ha parlato a nome di un sodalizio che, nato ufficialmente nel 1972, è operativo in provincia già dagli anni ‘50. «Pordenone è pronta. Lo vedete camminando per le nostre strade: le abbiamo tappezzate di bandiere, totem e manifesti. In questa sede, vogliamo portare all’attenzione il nostro slogan: ‘Pordenone 2026: Cultura del dono, sorgente di vita’. Si tratta di un messaggio che ci sta profondamente a cuore, perché la cultura del dono non è un concetto astratto: è il frutto di un impegno quotidiano e di un bagaglio di conoscenze che abbiamo costruito in decenni di storia»

AFDS Pordenone oggi supera le 11.000 donazioni annue. «Ma non è solo quantità, è eccellenza strategica – ha rimarcato Verardo – Mentre l’Italia viaggia su una media di aferesi (donazione di plasma e piastrine) del 16%, Pordenone quasi raddoppia questo dato, raggiungendo il 30,5%. Pordenone è la punta di diamante del “Modello Friuli Venezia Giulia”, una regione che guida la classifica nazionale per conferimento di plasma, con quasi 25 kg per 1.000 abitanti. È motivo di vanto, inoltre, per noi vedere come, nella fascia under 30, la parità di genere sia già realtà, con il 48% di donatrici».
Il Coordinatore regionale per le attività Trasfusionali, dott Mattia Lachin, ha tracciato un bilancio d’eccellenza per la medicina trasfusionale del Friuli Venezia Giulia.

«Il Friuli Venezia Giulia si attesta al primo posto in Italia per numero di donatori di plasma in rapporto alla popolazione – ha detto -. Grazie a questa eccellenza, il territorio è in grado di sostenere attivamente le regioni in sofferenza: se nel 2025 l’ impegno per la cessione verso il Lazio e la Sardegna (provincia di Sassari) era di 6650 sacche di emazie, le previsioni per il 2026 parlano di un impegno ancora maggiore, con l’obiettivo di raggiungere le 7.100 unità cedute.

In questo contesto risulta importante il contributo delle quattro associate FIDAS in regione: oltre 13.000 sacche di sangue, circa 4.600 di plasma e oltre 600 unità di piastrine raccolte nel 2025 grazie all’instancabile lavoro dei volontari. Nel corso del 2026 l’utilizzo dei test sierologici per la malaria renderà la donazione più inclusiva. Questa innovazione permetterà di coinvolgere nella donazione di sangue anche persone provenienti da aree in cui la malattia è endemica, abbattendo barriere che finora limitavano il bacino dei donatori».

In rappresentanza, dell’Amministrazione comunale di Pordenone è intervenuta l’assessora alle Politiche Sociali, Welfare, Salute e Disabilità, Guglielmina Cucci, dichiarando: «Ospitare il Congresso nazionale FIDAS – dichiara l’assessora alle Politiche Sociali, Welfare, Salute e Disabilità, Guglielmina Cucci – è per Pordenone un momento di grande significato, poiché porta al centro del dibattito nazionale un tema che questa comunità sente profondamente, poiché insito nel proprio DNA, quale la solidarietà come pratica quotidiana e collettiva. La donazione di sangue è espressione di generosità, solidarietà e attenzione al benessere della comunità.

Non è solo un gesto individuale, ma una forma concreta di welfare di comunità, che si realizza attraverso un sistema basato sulla fiducia reciproca, la condivisione di valori e la partecipazione consapevole. Essere città che si appresta a diventare Capitale italiana della Cultura 2027 significa anche promuovere Pordenone quale protagonista nel panorama nazionale di un modello di eccellenza come la raccolta del sangue gratuita. Siamo orgogliosi di accogliere quasi 2.000 donatori da tutta Italia con lo stesso spirito di cura e attenzione che mettiamo ogni giorno nel lavoro con le persone più fragili».

Ha fatto arrivare il suo saluto ai donatori dal Salone del Libro di Torino dove si trova in questi giorni assieme al sindaco Alessandro Basso in rappresentanza di Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, l’assessore alle Politiche culturali Alberto Parigi che ha dichiarato:
«Il titolo di questo Congresso, “Cultura del dono, sorgente di vita”, si lega in modo particolarmente significativo al percorso che Pordenone sta compiendo verso il 2027, perché richiama un’idea di cultura come pratica condivisa, capace di generare legami, partecipazione e senso di comunità.

Il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura sta già producendo effetti concreti, portando sempre più associazioni e realtà nazionali a scegliere la nostra città per convegni, incontri e appuntamenti di rilievo, con ricadute positive non solo sul piano organizzativo e istituzionale, ma anche su quello della promozione del territorio. Anche il Congresso Nazionale FIDAS rappresenta in questo senso un’occasione importante, perché unisce il valore dei temi affrontati a una forte dimensione pubblica e collettiva, che coinvolge la città e ne rafforza l’identità.

In occasione di questo appuntamento, abbiamo realizzato insieme una pubblicazione dal taglio turistico dedicata a Pordenone Capitale italiana della Cultura, che verrà distribuita agli ospiti del Congresso come ulteriore strumento di conoscenza e promozione della città. C’è dunque un risvolto turistico significativo — aggiunge Parigi — che contribuisce a far conoscere Pordenone su scala nazionale e ad accrescerne l’attrattività, accompagnando in modo concreto il cammino verso il 2027».

Ultime news

Ultimi articoli