TRIESTE – Dopo l’arrivo nella pioggia, il sole ha deciso di illuminare la bellezza del Vespucci, il Veliero più bello del mondo che, concluso il Tour mondiale Nord America 2026, è tornato a casa nella sua sempre accogliente Trieste. Quindicimila miglia percorse, 106 giorni di mare, 14 soste e otto porti esteri in cui L’Italia ha incontrato il respiro del mondo, ancora una volta.
Al Molo dei Bersaglieri il Vespucci farà da cornice a Barcolana 58, e sarà visitabile fino a domenica anche se ormai l’accesso è sold out da giorni.
Il Vespucci, ricordiamo, è partito lo scorso 9 maggio dal porto di Genova, direzione Nord America per celebrare i 250 anni dall’indipendenza degli Stati Uniti. Superate le Colonne d’Ercole, Gibilterra, Oceano Atlantico, 29 giorni di traversata dalle Canarie fino alla costa orientale degli Stati Uniti, le tappe di Baltimora, New York e Boston. Poi una navigazione verso Nord fiume San Lorenzo, Canada, Québec City, Montréal e di nuovo attraversamento Atlantico, Azzorre, vecchio continente Cadice, e finalmente Italia, Cagliari, Castellammare, Napoli, Venezia e finalmente Trieste.
Soddisfatto il Comandante, Capitano di Vascello Nicasio Falica: “La traversata di andata è durata 29 giorni, ci racconta, è andato tutto bene, con condizioni meteomarine permissive, solo il giorno prima di entrare a New York eravamo alla fonda e c’è stata una tempesta, ma la abbiamo affrontata direi in modo marinaresco; vedere i visitatori della nostra Italia pronti a salire a bordo è come avere un caldo abbraccio, essere insieme qui durante la Barcolana assieme a tanti velisti, a tanti appassionati del mare è sempre una grande emozione”.
E di emozioni forti ha parlato anche il Primo Cittadino di Trieste Roberto Dipiazza: “La vita è fatta di emozioni, come quella che ho avuto stamattina quando ho visto arrivare la nave; queste sono le cose per cui mi sento orgoglioso di essere italiano”.
Proprio davanti alla Nave Scuola si è svolta la cerimonia di chiusura del Tour Mondiale
e di inaugurazione del Villaggio IN Italia.
All’incontro hanno partecipato l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Luca Andreoli, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Difesa Servizi S.p.A., il comandante dell’Amerigo Vespucci, il Capitano di Vascello Nicasio Falica, Sergio Emidio Bini, Assessore regionale alle Attività produttive e turismo della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi, Roberto Dipiazza, Sindaco di Trieste. Il taglio del nastro è stato preceduto dall’esecuzione dell’Inno dei sommergibili da parte della Fanfara del Comando Marittimo Nord.
È stato anche presentato in anteprima il docufilm “L’Italia a vele spiegate: la grande impresa del Villaggio Italia e del Tour Mondiale Vespucci”, prodotto da Difesa Servizi e Ninetynine.
La proiezione si è tenuta nella città che per prima, in Italia, accolse Nave Amerigo Vespucci al rientro dal Tour Mondiale 2023-2025, durante il quale la nave percorse circa 50.000 miglia nautiche, oltre due volte la circonferenza terrestre. Il docufilm racconta, con la voce dei protagonisti, la straordinaria impresa del giro del mondo e del Villaggio Italia, il mini-expo pluriennale itinerante che ha affiancato Nave Vespucci nelle principali tappe internazionali, facendo conoscere le eccellenze italiane a centinaia di migliaia di visitatori.
Il Villaggio Italia ha portato nel mondo la cultura, la storia, l’innovazione, la gastronomia, la scienza, la ricerca, la tecnologia e l’industria che rendono l’Italia un Paese apprezzato ovunque.
Trieste sarà una tappa speciale anche per il ritorno, al fianco di Nave Amerigo Vespucci, del Villaggio IN Italia, la piattaforma multidisciplinare e itinerante che promuove le eccellenze italiane nel mondo, con un ricco palinsesto di appuntamenti dedicati al mare in tutte le sue dimensioni, alla vela e all’inclusione, mentre i mari italiani al centro della scena internazionale.
Del Vespucci si parla spesso per la sua storia, la sua bellezza, per quelle vele che quando si spiegano sembrano appartenere ad un altro tempo, ma la sua vera autenticità sta anche in ciò che questa nave continua ad insegnare ai suoi cadetti. Il Vespucci non è soltanto una nave scuola, è una scuola nel senso più antico e concreto del termine: un luogo nel quale il sapere passa attraverso l’esperienza, la disciplina, la fatica e la responsabilità.
A bordo si impara a stare insieme, a fidarsi degli altri. Si impara che un compito va portato a termine anche quando è difficile, che la stanchezza non può diventare una scusa e che la precisione non è un dettaglio. Il risultato di un equipaggio dipende dal lavoro di ciascuno. E questo l’Amerigo Vespucci ce lo ha insegnato molto bene, che le vele si possono ammirare da terra, ma che certi spettacoli che guardiamo richiedono sacrificio, perché il mare non concede scorciatoie, ridimensiona tutto e tutti ma è immenso quando decide di darti i suoi doni.
Emanuela De Domenico
