21.6 C
Pordenone
lunedì , 18 Maggio 2026

Electrolux, “tavolo fantasma” per la crisi. Dal 2024 mai riunito

PORDENONE – Due regioni, Friuli Venezia Giulia e Veneto con i massimi esponenti politici regionali e parlamentari, si sono incontrate a Venezia per delineare una azione comune in previsione del tavolo ministriale del 25 maggio a Roma per la delicatissima vertenza Electrolux che prevede 1.700 licenziamenti nei vari stabilimenti italiani, Porcia e Susegana compresi, oltre a Forlì, Cerreto d’Esi e Solaro.

Un piano definito dai sindacati “inaccettabile” e che ha innescato una serie di incontri, scioperi e azioni di concerto a vari livelli in aiuto alla manodopera. Il 25 maggio a Roma al ministero dovrebbe essere presenti le forze interessate alla vertenza. La riunione è stata sollecitata dal ministro Urso dopo l’annuncio del piano di ristrutturazione da parte di Electrolux.

Un incontro sollecitato dalla emergenza ma che ha alle spalle un precedente: definto “necessario” per “conoscere le esigenze della filiera”, descritta come un “settore portante dell’eccellenza del Made in Italy”on la a finalità di “definire le politiche industriali strategiche per il rilancio”, così da “rendere competitivo il settore” nonché “sostenere l’occupazione” mirato a “interventi normativi” specifici e a “politiche e linee di azione dedicate”il tavolo ministeriale per la crisi – annunciata da tempo – del settore cosiddetto “bianco” era stato voluto proprio dal ministro Adolfi Urso (nella foto) il 22 febbario 2024 ma non si è mai riunito da allora ad oggi.

Insomma, quello che oggi sembra un ultima spiaggia per salvare il salvabile – tuttavia i margini di manovra appaiono risicati e molto difficili – era in una agenda mai aperta e che ha portato a trovarsi l’annuncio dei 1.700 licenziamenti come un fulmibne aq ciel sereno nonostante decine di “avvertimenti”. Andiamo con ordine. Il 22 febbraio a Roma si trovano il ministro D’Urso, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e la sottosegretario Fausta Bergamotto. Al primo incontro non c’erano rappresentanti di Whirlpool né Electrolux. Cioè le aziende principali e le stesse che, in questi due anni, hanno deciso di indebolire la loro presenza in Italia.

Passa un po’ di tempo e solo il giorno 12 marzo 2024 si è tenuto un incontro in presenza e in videoconferenza sempre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per parlare solo di Electrolux . La riunione è stata presieduta dal sottosegretario di Stato Fausta Bergamotto e moderata dal consigliere del Ministro per le politiche e gli interventi in materia di riconversione industriale, Giampietro Castano alla presenza del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Presenti per il Gruppo Electrolux l’AD Massimiliano Ranieri, la Responsabile HR e Relazioni industriali, Marzia Segato, il Responsabile comunicazione, Alessandro Lombroso accompagnati dai responsabili di plant, oltre ai rappresentanti sindacali di ogni sigla. Il sottosegretario Bergamotto – si legge nel verbale del Ministero – “ha aperto l’incontro ricordando che il 22 febbraio uscente si è insediato presso il Ministero il tavolo permanente sul settore dell’elettrodomestico italiano con l’obiettivo di avviare una serie di confronti fra istituzioni, imprese e sindacati volti a definire le politiche industriali strategiche per il rilancio della filiera del bianco.

La convocazione del tavolo Electrolux, su richiesta delle organizzazioni sindacali, fa seguito alla presentazione del piano presentato dall’azienda che prevede un certo numero di esuberi”. La riunione procede e viene illustrata la strategia dell’azienda che si fonda sulla ottimizzazione degli assetti produttivi, semplificazione della struttura organizzativa aziendale, implementazione nuovi prodotti e progetti, riduzione del costo del lavoro (ammortizzatori sociali, decontribuzione, riduzione del cuneo fiscale e flessibilità contrattuale), innovazione e sostenibilità (progressiva riduzione delle emissioni di CO2 nel ciclo produttivo e del prodotto finale). Ha poi illustrato i volumi previsti nel 2024 nei cinque stabilimenti in Italia e gli investimenti loro destinati nel biennio 2023-2024.

Il ministro Ciriani ha osservato che gli investimenti previsti nei vari stabilimenti sono un segnale di fiducia con l’auspicio che l’azienda voglia confermare, se non incrementare, la produzione in Italia. L’assessore regionale Bini esprime soddisfazione per il programma di investimenti previsto per il sito di Porcia condividendo l’obiettivo di avviare un percorso di trasformazione dell’area tecnologica del sito.

L’incontro si chiude – è sempre scritto nel verbale ministeriale – “ prendendo atto che lo sviluppo degli impianti e dei sistemi di produzione nel settore dell’elettrodomestico richiede numerosi investimenti che necessitano della previsione di incentivi a supporto del processo di innovazione per meglio affrontare il differenziale di costi rispetto alle aziende asiatiche, tematica che verrà affrontata dal tavolo nazionale di settore. Sugli aspetti relativi all’occupazione l’azienda i sindacati si incontreranno per discuterne in un tavolo sindacale già programmato”. Da allora, più nulla.

Nel frattempo la situazione era ed è andata in peggioramento: negli stessi giorni Whirlpool, venduta ai turchi di Beko, dopo una lunga trattativa riduce i tagli a 950 esuberi e la dismissione della fabbrica di Siena con i suoi 299 operai, promettendo al contempo 300 milioni di investimenti. A giugno 2025, l’ex Candy – dal 2018 nelle mani della cinese Haier – ha chiuso i battenti a Brugherio, trasformato in un polo logistico europeo per pezzi di ricambio con 100 addetti.

A gennaio 2024 Electrolux aveva annunciato una prima tranche di esuberi con 373 operai e impiegati allontanati attraverso uscite incentivate. “La decisione è colpa delle politiche ambientali di Bruxelles”, sostiene il ministro, ma su 4mila licenziamenti in tutto il mondo, oltre il 40% è in Italia. Il tavolo permanente aperto nel 2024 doveva servire a “sostenere l’occupazione”, invece ne arriva uno per discutere una crisi e tentare di ridurre il perimetro dei licenziamenti. Al “tavolo fantasma” del ministro Urso, quindi, ci si siede solo per far fronte alla emergenza alla faccia della prevenzione. Al.Rin.

Ultime news

Ultimi articoli