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mercoledì , 10 Giugno 2026

Ilia e negozi sfitti: Badanai Scalzotto “misura mirata per sostenere chi tiene vive le vetrine della città”

PORDENONE – Tra l’aumento dell’ILIA e il nodo dei circa 300 negozi sfitti in città, si accende il confronto sulle politiche fiscali per il commercio locale. L’assessore al Commercio Emilio Badanai Scalzotto difende però la scelta dell’amministrazione: “Una misura contenuta nei numeri, ma mirata negli effetti, per sostenere chi investe e non lascia le serrande abbassate”.

Aumento contenuto, non penalizzante per il settore

L’interrogazione in Consiglio ha messo insieme più temi: il rischio che l’aumento dell’ILIA possa pesare su un comparto già in difficoltà e la crescita dei negozi sfitti negli ultimi anni.

Ma per l’assessore i numeri vanno letti in modo diverso: “In 15 anni l’incremento dei locali sfitti è stato contenuto, circa il 2,5%, un dato che va confrontato con trasformazioni molto più profonde: e-commerce, fast fashion e cambiamento delle abitudini di consumo”.

Un altro elemento è la riorganizzazione degli spazi commerciali: “Si è assistito a un frazionamento dei locali che ha aumentato i piccoli negozi, spesso non più adatti alle esigenze espositive e ai costi di gestione. Su oltre 45 aperture recenti, almeno 5 sono stati trasferimenti verso superfici più grandi, lasciando vuoti gli spazi più piccoli”.

ILIA: aumento del 6% e impatto limitato sulle locazioni

Nel merito della misura fiscale, l’assessore chiarisce: “Le locazioni commerciali rappresentano solo il 18,5% delle unità interessate dall’aumento dell’ILIA”.

Il passaggio è dal 8,85 al 9,40 per mille, pari a un incremento del 6%, tradotto in circa 5 euro al mese ogni 1.000 euro di imposta. L’aumento riguarda tutte le unità, sia locate che sfitte, dentro e fuori il ring.

Le agevolazioni: “strumenti concreti, ma poco utilizzati”

Accanto all’aumento, la manovra prevede però diverse agevolazioni.

* Immobili strumentali: riduzione dal 9,40 all’8,60 per mille (-8,5%), con 46 negozi coinvolti e un beneficio medio di circa 1.760 euro.
* Riduzione canoni di locazione (almeno -10%): aliquota ridotta fino al 5,60 per mille (da -35% a -40%), con 8 negozi coinvolti e un beneficio medio di circa 8.300 euro.

“Non si può dire che ci sia stata una corsa a sfruttare queste agevolazioni – osserva l’assessore – nonostante siano significative. Il motivo è che sono misure annuali e legate alla sostenibilità di bilancio”.

L’obiettivo è evitare serrande abbassate

Secondo Badanai Scalzotto, la logica della misura non è solo fiscale: “Il beneficio non sempre compensa integralmente la riduzione del canone, ma può arrivare in media a coprirne circa la metà. L’obiettivo della delibera è evitare che un locatore perda un inquilino serio e difficilmente sostituibile”.

Le agevolazioni non riguardano solo i negozi attivi: “Si estendono anche ai proprietari di immobili sfitti che decidono di applicare un canone ridotto del 10% rispetto all’ultimo contratto, ottenendo una riduzione del 40% dell’ILIA”.

La stessa opportunità si applica anche a chi acquista un immobile commerciale da mettere a reddito, facendo riferimento all’ultimo canone praticato.

Una misura per rivitalizzare la città

“La direzione è chiara – conclude l’assessore – ridurre la pressione fiscale per chi contribuisce alla vitalità economica della città, favorendo nuove aperture e il recupero dei locali sfitti”.

Comunicazione e prossime mosse

Sul fronte operativo, l’assessorato sta lavorando alla diffusione delle misure insieme alle associazioni di categoria e agli operatori del settore immobiliare e contabile, inclusi agenti e commercialisti.

E per il futuro la linea è già tracciata: “Con la prossima manovra di bilancio puntiamo a estendere e migliorare gli strumenti, anche fuori dal ring, con particolare attenzione alle aree da rivitalizzare e alle attività innovative e sostenibili: dal commercio a km zero all’abbigliamento eco-friendly, nuovo e usato”.

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