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mercoledì , 25 Febbraio 2026

Aggressione nel carcere di Pordenone, solidarietà bipartisan all’agente ferito

PORDENONE – Un agente della Polizia Penitenziaria è rimasto ferito lunedì mattina a seguito di un’aggressione da parte di un detenuto all’interno della Casa circondariale di Pordenone. L’episodio ha suscitato un’immediata ondata di solidarietà istituzionale e politica, con prese di posizione trasversali che chiedono maggiore attenzione alle condizioni di lavoro degli operatori penitenziari.

La telefonata del sindaco Basso

Il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, ha contattato nella giornata odierna il direttore dell’istituto, Leandro Salvatore Lamonaca, per esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale dopo l’accaduto.

“Desidero esprimere, a nome dell’Amministrazione comunale e mio personale, la piena solidarietà e vicinanza all’agente della Polizia Penitenziaria vittima di un’aggressione all’interno della Casa Circondariale di Pordenone – ha dichiarato il primo cittadino –. I fatti sono gravi e non possono essere liquidati come episodi di ordinaria amministrazione. Un operatore dello Stato è stato fisicamente aggredito mentre svolgeva il proprio dovere”.

Basso ha ribadito un principio che definisce “non negoziabile”: “Chi lavora per la sicurezza ha il diritto di lavorare in sicurezza”. Il sindaco ha inoltre sottolineato come gli agenti svolgano “ogni giorno un servizio fondamentale, con dedizione e abnegazione che meritano rispetto e riconoscimento pubblico”, evidenziando la professionalità con cui il personale del reparto ha gestito l’emergenza, evitando conseguenze peggiori.

“Auguro all’agente ferito una pronta guarigione – ha concluso – e rivolgo un pensiero di vicinanza a tutti i colleghi in servizio”.

L’intervento di Loperfido (FdI)

Sulla vicenda è intervenuto anche l’onorevole Emanuele Loperfido, presidente provinciale di Fratelli d’Italia Pordenone, che ha espresso “massima vicinanza all’agente ferito”.

“Quanto accaduto non è accettabile e merita giusti provvedimenti. La Polizia Penitenziaria svolge un lavoro particolarmente difficile quanto fondamentale per la sorveglianza e la gestione delle nostre carceri”, ha dichiarato, ringraziando personale e direzione per la prontezza dimostrata.

Loperfido ha poi richiamato il tema infrastrutturale: con il completamento dei lavori del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, previsto nei primi mesi del 2027, “questi spiacevolissimi episodi – fortunatamente isolati – confidiamo non abbiano modo né occasione di ripetersi”. La nuova struttura, più capiente e moderna, dovrebbe garantire condizioni lavorative e di sicurezza migliori per operatori e detenuti.

L’allarme del Pd: “Pressione insostenibile”

Dello stesso tenore la solidarietà espressa da Fausto Tomasello, segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico.

“Piena solidarietà all’agente rimasto ferito. Questo ennesimo episodio di violenza all’interno del carcere di Pordenone è il segnale di una pressione insostenibile che grava sulle spalle di chi opera ormai in condizioni limite”, ha affermato.

Secondo Tomasello, l’istituto penitenziario versa in una situazione di forte sofferenza: a fronte di una capienza di 37 posti, attualmente si registrano 52 detenuti. “Queste cifre confermano che a Pordenone si vive e si lavora in spazi che hanno superato la soglia della tolleranza. Così la scintilla della violenza è sempre pronta ad accendersi”.

Il nuovo carcere di San Vito al Tagliamento, per il segretario dem, “rappresenta una necessità strategica per il territorio”, ma dovrà essere accompagnato anche da “misure alternative e percorsi di rieducazione, per evitare che si torni in breve al punto di partenza”.

Un fronte comune sulla sicurezza

Al di là delle appartenenze politiche, l’episodio ha evidenziato un fronte comune nel riconoscere la delicatezza e la complessità del lavoro svolto dalla Polizia Penitenziaria. La richiesta condivisa è quella di garantire condizioni strutturali e organizzative adeguate, affinché chi opera ogni giorno negli istituti di pena possa farlo in sicurezza, tutelando al tempo stesso legalità e dignità.

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