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domenica , 17 Maggio 2026

43° Giornata Nazionale del Donatore, Pordenone saluta i donatori Fidas

PORDENONE – Emozione, colori e sorrisi hanno animato il centro storico di Pordenone. Il capoluogo del Friuli Occidentale ha salutato domenica 17 maggio il 64° Congresso Nazionale FIDAS, organizzato da AFDS Pordenone sotto il titolo “Cultura del dono, sorgente di vita”, con il patrocinio del Comune di Pordenone e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, vivendo la 43° Giornata Nazionale del Donatore insieme a un migliaio di donatrici e donatori di sangue e plasma da tutta Italia. Tante le t-shirt colorate indossate da volontarie e volontari, unico il sorriso che nasce dalla consapevolezza di sentirsi parte di un sistema che dona vita in maniera gratuita e responsabile.

Questo il momento più spettacolare e coinvolgente anche per i cittadini, arrivato al termine di due giornate di confronto sul futuro del sistema trasfusionale italiano. Condivisione, partecipazione e solidarietà hanno raccontato, con immediatezza e calore, il senso più autentico del dono: essere una comunità che cammina insieme. La forza silenziosa di una rete di donatori che ogni giorno sceglie di esserci per gli altri ha fatto da filo conduttore lungo il percorso del corteo, partito dalla Fiera di Pordenone e giunto in Piazza XX Settembre, dove è stato accolto dalla comunità rappresentata dal primo Alessandro Basso. “Rappresentate i valori del dono che hanno creato il nostro territorio e la nostra città”, le sue parole rivolte ai donatori.

“Sono orgoglioso di ciò che fate – ha aggiunto – e dell’impegno profuso quotidianamente dalle associazioni”. Sentimento che è stato espresso anche dai consiglieri regionali Lucia Buna e Simone Polesello. Monsignor Giuseppe Pellegrini, vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone, che ha presieduto la celebrazione religiosa, ha sottolineato che “se la nostra società si fonda sulla gratuità del dono, potrà superare tutte le sfide”.

“Ospitare questo evento per la prima volta – ha dichiarato il presidente di AFDS Pordenone, Mauro Verardo – è stato una grande responsabilità, ma anche un momento di autentica emozione e orgoglio, in un anno così significativo per la nostra comunità.

Oggi abbiamo dimostrato che la solidarietà non è un atto isolato, ma una scelta consapevole che crea comunità e garantisce linfa vitale a chi soffre. Accanto al cartello di ogni regione, abbiamo voluto la presenza di un alpino e di un volontario della Protezione Civile perché insieme ai donatori rappresentano il simbolo più puro del volontariato e dell’altruismo della nostra regione. È l’immagine di un Friuli che non si tira mai indietro, che sa rimboccarsi le maniche e che mette l’altro al centro del proprio impegno”.

“Queste tre giornate – ha detto il presidente di FIDAS Nazionale, Giovanni Musso – hanno confermato solidità e capacità della Federazione di affrontare con consapevolezza le sfide del presente e del futuro”. “In un tempo che spinge all’individualismo – ha aggiunto, rivolgendosi ai donatori FIDAS – voi scegliete la solidarietà, scegliete legami invisibili ma fortissimi. Ed è questo il messaggio più importante che oggi parte da questa piazza: non dobbiamo permettere che l’egoismo diventi normalità, non dobbiamo abituarci all’idea che aiutare gli altri sia qualcosa di eccezionale. Perché una società smette di essere davvero umana quando le persone iniziano a pensare soltanto a sé stesse”.

Riferendosi al 50° anniversario del terremoto in Friuli, Musso ha sottolineato: “Questa terra sa bene cosa significhi rialzarsi, trasformare il dolore in forza, la paura in comunità, le ferite in ricostruzione. Il Friuli ha insegnato all’Italia che una comunità unita può rialzarsi senza perdere la propria anima”. Ai donatori, e in particolare i giovani, ha rivolto l’invito a impegnarsi per un’idea di società migliore: “difendere la donazione volontaria, anonima e gratuita significa difendere la dignità umana”.

Il testimone passa ora a Giulianova, che a maggio 2027 ospiterà il 65° Congresso Nazionale FIDAS. Ai rappresentanti della Federata abruzzese, il presidente Verardo ha fatto dono di un mosaico che riproduce il logo di Pordenone 2026, realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Sul retro dell’opera è inciso una dedica: “Ogni tessera è un dono, ogni colore è una vita. Da Pordenone a Giulianova, il mosaico della solidarietà continua a comporsi”.

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