TRIESTE – C’è chi ogni mattina raggiunge il proprio ufficio attraversando strade trafficate e file di palazzi e chi, invece, dà inizio alla giornata con lo sguardo rivolto al mare.
Carmela Silvestri, 36 anni, originaria di Bari, inizia la sua gita accompagnata dalla brezza dell’Adriatico e dal profilo del Golfo di Trieste. Lei è la portalettere delle Rive, uno dei posti più suggestivi della città, dove storia, cultura, commercio e internazionalità convivono da secoli.
«Per me questo scenario rappresenta molto più di una cornice – ci racconta la giovane portalettere – e il mio lavoro diventa al contempo terapia.
Sono ogni giorno a contatto con molti turisti, qui arrivano le navi da crociera ed è bellissimo vedere la vivacità di questo luogo; e poi io consegno in molte attività, bar, ristoranti, oltre che uffici e istituzioni che sono il cuore pulsante di Trieste; la giornata è scandita dall’incontro con tante persone di lingue, culture e esperienze diverse, in un contesto che valorizza il dialogo ma anche l’ascolto e la qualità del servizio che offro; i mie posti del cuore sono Riva Nazario Sauro e Marina San Giusto; sono molto felice di essere riuscita a diventare portalettere perché sin da bambina per me questo mestiere aveva un fascino molto particolare, e adesso sono fiera di essere diventata una di loro».
Ormai Carmela conosce ogni traversina e ogni piccolo angolo di un luogo che è il fulcro di incontri, scambi e relazioni. «Il rapporto più intenso che vivo facendo le consegne è quello con gli anziani del quartiere, loro ormai mi considerano come una di famiglia e mi aspettano, pensare di poter dare un momento di gioia nello scambiare una parola mi riempie di orgoglio».
Carmela Silvestri, quando non consegna per le vie di Trieste con il suo triciclo elettrico ha un hobby molto estroso: cucire e ricamare.
“Mi piacciono le cose belle, ma soprattutto mi piace creare dal nulla qualcosa che farà felice qualcuno; per questo la mia passione è realizzare corredini per bambini, il cucito creativo è un ottimo metodo per rilassarsi”.
Sulle Rive il lavoro di portalettere si fonde indissolubilmente con storia e contaminazioni.
Anche i cognomi sono lo specchio di una cultura mitteleuropea che è ormai il segno distintivo della città. A Trieste, proprio per la particolarità del territorio, l’impiego di una flotta particolarmente elettrificata consente di ridurre le emissioni per singola consegna, soprattutto nei centri urbani, dove le tratte sono brevi ma più frequenti.
La transizione si vede sul campo, nel lavoro quotidiano dei portalettere, che sempre più spesso usano tricicli, come nel caso della Silvestri, e quadricicli elettrici, particolarmente adatti per muoversi con agilità e senza emissioni. Sul territorio provinciale sono già operativi 146 veicoli elettrici o ibridi, segno di un progresso concreto nella gestione dell’”ultimo miglio”.
