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lunedì , 8 Giugno 2026

Cornacchia “ribelle” salvata dal Tar: sospeso l’abbattimento deciso dal sindaco

PORDENONE – La cornacchia che da settimane tiene in allerta i residenti di via Damiani può continuare a volare. Almeno per ora. Il Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia ha infatti sospeso l’ordinanza con cui il sindaco Alessandro Basso aveva disposto l’abbattimento del volatile, protagonista di diversi episodi di aggressività nei confronti dei passanti nella zona del suo nido.

La vicenda, che negli ultimi giorni aveva acceso il dibattito ben oltre i confini regionali, ha registrato una svolta inattesa con l’intervento del Tar. I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta cautelare presentata contro il provvedimento comunale, ritenendo che non sia stato sufficientemente dimostrato come l’abbattimento rappresenti l’unica soluzione possibile per affrontare il problema.

Secondo il tribunale, infatti, non sarebbero state adeguatamente valutate misure alternative alla soppressione dell’animale, appartenente a una specie tutelata. Una considerazione che ha portato alla sospensione immediata dell’ordinanza, evitando quello che i giudici definiscono un possibile “danno grave e irreparabile”.

A promuovere il ricorso sarebbe stata l’associazione Zampe Che Danno Una Mano ODV, che aveva contestato la legittimità del provvedimento. Anche la Lega Anti Vivisezione (LAV) era scesa in campo annunciando iniziative legali contro quella che aveva definito una vera e propria “condanna a morte” per il volatile.

La questione non è però chiusa. Il Tar tornerà ad affrontare il caso il prossimo 16 luglio 2026, quando entrerà nel merito della controversia e dovrà stabilire se l’ordinanza comunale fosse effettivamente legittima.

Nel frattempo esulta la LAV. «Siamo felicissimi di questo risultato, per il quale ringraziamo l’avvocato Sperotto – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Animali Selvatici dell’associazione –. La condanna a morte degli animali è sempre inaccettabile, tanto più quando si tratta di animali selvatici che si comportano come qualsiasi genitore di fronte a possibili minacce verso la propria prole. Un comportamento che adotterebbe anche qualunque essere umano».

Il caso della cornacchia di via Damiani è diventato in pochi giorni il simbolo di un tema sempre più attuale: il difficile equilibrio tra tutela della fauna selvatica, sicurezza dei cittadini e poteri d’intervento delle amministrazioni locali nelle situazioni di emergenza. Per ora, però, la parola fine non è stata scritta. E la cornacchia resta libera.

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